IL SOGNO DEGLI ANTENATI.
L’archeologia del Messico nell’immaginario di Frida Kahlo

L’esibizione “Il sogno degli antenati” nasce da un progetto di ricerca sulle collezioni permanenti di area mesoamericana del MUDEC-Museo delle Culture di Milano.
Il progetto ne ha visto il riordino e un aggiornamento della catalogazione, e ha al contempo stimolato una riflessione su come questi oggetti – con le loro multiple stratificazioni – ci permettano di stabilire connessioni tra temi artistici più ampi, riflettere e far riflettere su questioni come l’identità, l’estetica, l’uso strategico della memoria e del passato, caratterizzando il museo come una istituzione dinamica che, a partire dal proprio patrimonio, è in grado di produrre nuovi significati.
L’esposizione, a cura di Davide Domenici e Carolina Orsini, si snoda sulle due lunghe vetrine ricurve che si affacciano sulla nuvola centrale del museo in perfetto dialogo con la mostra-evento “FRIDA KAHLO. Oltre il mito”.
Si tratta di un articolato racconto fatto di oggetti archeologici ed etnografici messicani della collezione permanente del MUDEC, foto storiche e immagini di opere di Frida Kahlo, che mostra come il mondo indigeno e il passato precolombiano abbiano costituito elementi fondanti della pratica artistica dell’artista messicana. Sculture azteche, figurine fittili teotihuacane e ceramiche del Messico occidentale costituirono per Frida Kahlo un lessico al tempo stesso identitario ed estetico, un patrimonio di forme e significati che permise all’artista di esprimere quella messicanità che - come argomentato nella parallela mostra “Oltre il mito” - costituì uno dei temi portanti della sua opera pittorica e di quella vera e propria performance artistica che fu la sua vita.
La mostra si articola in una serie di sezioni dedicate a temi come il ruolo che il mondo indigeno e la riscoperta archeologica del suo passato precolombiano ebbero nella costruzione della nazione post-rivoluzionaria, al collezionismo di oggetti archeologici da parte di Frida Kahlo e Diego Rivera, alla loro riscoperta dell’estetica precolombiana e a come l’identità messicana di Frida sia stata espressa non solo attraverso la ripresa di motivi precolombiani nella sua opera pittorica ma anche in una vera e propria “costruzione” del corpo dell’artista mediante il frequente uso, documentato da foto storiche, di abiti etnici e di antichi gioielli di giada.

I CURATORI.
Davide Domenici
, antropologo del Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna, è uno specialista di archeologia e storia dell’America indigena. Ha diretto il Progetto Archeologico Rio La Venta (Chiapas, Messico) e il Progetto Cahokia (Illinois, USA). Attualmente si sta dedicando allo studio del collezionismo italiano di oggetti messicani nel corso della prima età moderna e all’analisi dei materiali coloranti usati nella produzione di manoscritti pittorici messicani, sia preispanici che coloniali.
Carolina Orsini, conservatore anziano del Museo delle Culture, è specializzata in Archeologia presso la Scuola Normale Superiore di Pisa ed è dottore di ricerca dell'Università di Bologna (2005) con una tesi sull’archeologia andina. Ha curato l'esposizione permanente (2015) delle collezioni del Mudec, il loro riordino e il catalogo. Ha inoltre realizzato diverse mostre nell'ambito dei musei civici milanesi e non. Dal 1998 effettua ricerca di campo in Perù e in Argentina, sotto l'egida del Ministero degli Affari Esteri d'Italia, collaborando con numerosi istituti di ricerca locali.

Ingresso gratuito

infoline
0254917 (lun-ven 10.00-17.00)
Singoli: helpdesk@ticket24ore.it
Gruppi e scuole: ufficiogruppi@ticket24ore.it

 
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