MUDEC PODCAST

Il nuovo modo di “guardare” l’arte.

OLTRE LA VETRINA

La serie podcast Oltre la vetrina approfondisce i temi della mostra  “Exposure. Arte, culture, moda dentro e fuori la vetrina” con esperti del mondo dell’arte, delle scienze e dell’antropologia.

 

 Nel corso di cinque episodi prende così forma una serie talk a più voci. Cosa significa mettere qualcosa in vetrina? E quali sono i significati che una semplice teca in vetro aggiunge o toglie a un oggetto, specie se si tratta di manufatti provenienti da culture non occidentali?

Oltre la vetrina è una serie podcast del MUDEC, realizzata con il supporto di Chora Media. È scritta da Marina Pugliese e Carlo Antonelli, con il supporto di Bianca Aravecchia, Sara Chiesa, Alessandra Cecchinato, Giulia Longoni. Nella redazione di Chora: Francesca Bottenghi e Antonella Serrecchia. Cura editoriale di Sara Poma; supervisione del suono e della musica di Luca Micheli; post produzione e sound design di Emanuele Moscatelli; producer Monia Donati; registrazioni in studio a cura di Luca Possi.

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Primo episodio
Exposure

Marina Pugliese, direttrice del MUDEC, introduce la mostra e i temi più scottanti che un Museo delle Culture deve affrontare oggi; è intervistata da Carlo Antonelli, eclettico produttore culturale e direttore editoriale di MU – MUDEC United, magazine del museo.

Secondo episodio
Come sentirsi a casa

Carlo Antonelli intervista Theo Eshetu, artista contemporaneo dal background transnazionale e multiculturale, che attraverso un lavoro inedito ha ripensato la Collezione Permanente del MUDEC. Eshetu riflette sul ruolo dell’arte contemporanea quale possibile strumento di rilettura di un patrimonio sensibile come quello etnografico.

Terzo episodio
Chi ruba a chi?

Il Direttore Generale dei Musei – MiC, Massimo Osanna, affronta il tema dei furti museali, ma anche delle sottrazioni illecite delle opere che oggi sono conservate nei musei e nelle vetrine di collezioni pubbliche, risultato di furti o entrate illegalmente nel nostro Paese, attraverso campagne di depredazione durante il periodo coloniale o trafugate da Paesi in guerra o instabili.

Quarto episodio
Resti umani in vetrina

Cristina Cattaneo, anatomopatologa, antropologa, docente di Medicina Legale all’Università degli Studi di Milano e direttrice del Labanof – Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense – affronta il tema dell’esposizione dei resti umani in museo e delle sue implicazioni etico-filosofiche, scientifiche, antropologiche e religiose.

Quinto episodio
Ethics of curating

Nell’ultimo episodio – in lingua inglese – la sociologa, ricercatrice, docente universitaria e attivista antirazzista Mackda Ghebremariam Tesfau’ intervista Paul Basu, antropologo e curatore del Pitt Rivers Museum di Oxford sulla legittimità etica dei musei delle culture nel processo di acquisizione di nuovi oggetti e manufatti dal mondo.

LO SCIAMANO E IL SOLE - FIABE DAL PERÙ

Il grande Ai Apaec è un potente sciamano le cui avventure sono state ricostruite dagli archeologi attraverso una serie di reperti straordinari ritrovati in Perù. Siamo nel primo millennio dopo Cristo; tre le civiltà precolombiane e quelle venute prima del grande impero Inca, e Ai Apaec deve salvare il Sole, che rischia di restare per sempre intrappolato nel Regno dei Morti. Per farlo, sarà aiutato dai suoi fedeli amici Cane e Lucertola, compagni fedeli e grandi narratori di fiabe della tradizione.

A raccontarci in questo podcast il viaggio spaventoso ed entusiasmante del nostro eroe, tra animali bizzarri e panorami mozzafiato, ci sarà Martina, la bravissima guida del Mudec di Milano, dove sono in mostra i reperti di quelle gloriose civiltà, e lo stesso Ai Apaec, tornato dal passato grazie a una magia misteriosa…

Dal mondo precolombiano una storia incredibilmente moderna. La fiaba di questo podcast è ispirata al libro “Le avventure di Ai Apaec, eroe mochica”, edito da Laboratoriorosso e disponibile presso il Museo.

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Primo episodio
L’eroe, il cane e la lucertola

In questo primo episodio lo sciamano Ai Apaec si accorge che il Sole sta cadendo dal cielo: la vita sul Pianeta Terra è in pericolo e solo lui può salvarla. Indossata una speciale “armatura” e riuniti gli amici Cane e Lucertola, parte insieme a loro per la prima tappa del suo viaggio.

Secondo episodio
Granchio e fagioli magici

Il Sole è caduto nelle profondità degli abissi e Ai Apaec in questo secondo episodio deve assolutamente raggiungerlo. Ma si accorge di una cosa: non sa nuotare! Grazie all’incontro con Granchio, protettore del mare e dei suoi segreti, e con Razza, riesce a tuffarsi alla rincorsa de raggi del sole che piano piano si stanno spegnendo.

Terzo episodio
La lumaca degli abissi

Nelle profondità degli abissi, Ai Apaec è costretto ad attraversare il pericoloso labirinto della Lumaca Gigante. In questo terzo episodio il rischio di perdersi per sempre e fallire nella sua missione di salvataggio del Sole è altissimo. Riuscirà nel suo intento?

Quarto episodio
Ai Apaec non perdere la testa

In questo quarto episodio Ai Apaec e i suoi compagni giungono nel Regno dei Morti, dove finalmente trovano il Sole. Ma quando stanno per portarlo in salvo, vengono attaccati da un ultimo, terribile, mostro finale, che costerà la vita all’eroe. Nulla però è perduto, perché qualcuno, dall’alto, sta osservando, ed è pronto ad aiutare Ai Apaec.

Quinto episodio
Chili e pop corn

Comincia l’ultima e più emozionante tappa del viaggio di Ai Apaec, quella in cui si troverà al cospetto degli dèi della montagna, che, dall’alto, hanno vegliato su di lui. Ed è proprio sulla sacra montagna al centro di questo ultimo episodio che tutto rinasce e la vita ricomincia a scorrere.

GENERAZIONI LIMINALI

Generazioni liminali è un podcast su come viviamo lo spazio urbano, comunitario, culturale e politico. Attraverso il confronto tra persone razzializzate appartenenti a generazioni diverse, questo podcast vuole indagare come i concetti di integrazione, assimilazione, multiculturalismo, segregazione, autoesclusione hanno influenzato e trasformato il modo di abitare lo spazio sociale.

Generazioni Liminali è ideato e scritto da Nadeesha Uyangoda, realizzato dall’Ufficio Reti e Cooperazione Culturale del Comune di Milano e dal Dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nell’ambito del progetto Migrations I Mediations. È prodotto da Undermedia.

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Primo episodio
Segregazione Abitativa

Con il termine segregazione razziale si intende la separazione spaziale di alcuni gruppi della popolazione sulla base del diverso paese di origine. Attraverso tre voci percorriamo le complessità dell’abitare, per provare a capire se è segregato e come è cambiato nel tempo.

Secondo episodio
Integrazione Linguistica

Quando il discorso mediatico e politico parla di integrazione o cittadinanza, soprattutto per quanto riguarda i figli di genitori immigrati, fa riferimento alla “lingua, cultura, storia di questa nazione”.

Terzo episodio
Assimilazione Scolastica

L’assimilazione è un concetto che in Italia spesso è sovrapposto a quello di integrazione. Nel mondo scolastico qual è l’approccio che si adotta nelle nostre classi sempre più multietniche? Ne abbiamo parlato con un’insegnante, Rahma Nur, e una mediatrice, Jada Bai.

Quarto episodio
(auto)esclusione Politica

Cosa succede quando una grossa fetta di persone che nascono, crescono, vivono e lavorano in questo paese si trova fuori dalla partecipazione politica? Agisce per contrastare quell’esclusione o si arrende al senso di impotenza rispetto alla propria posizione?

Quinto episodio
Multiculturalismo Economico

Non esiste una definizione univoca di multiculturalismo, ma è possibile accostarla a diversi concetti. Cos’è allora il multiculturalismo economico, e come la presenza di microeconomie etniche alimenta l’identità, la memoria e la cultura di una cittadina con un background migratorio?

La cura delle parole è il podcast che si prende cura del modo in cui parliamo, ideato dall’Ufficio Reti e Cooperazione Culturale del Museo delle Culture, in collaborazione con l’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano.
Il progetto ha come focus termini ed espressioni legati alla multietnicità e alla multiculturalità e ha l’intento di contrastare gli stereotipi,

con una particolare attenzione a non ferire e a non innalzare muri tra persone e culture.
L’obiettivo è quello di conoscere il portato simbolico delle parole che utilizziamo quotidianamente per esprimerci e, dunque, di sceglierle con cura.

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Primo episodio
Etnico

Etnico è la prima parola di questo viaggio nell’italiano che cambia e che cambia prospettiva. Partono con noi Franca Bosc, linguista, e Francesca Moretti, contributor di Afroitalian Souls, The Submarine, Il Libraio e Munchies.

Secondo episodio
Integrazione

Integrazione e seconde generazioni sono i due concetti che si intrecciano in queste seconda tappa. In viaggio con noi Franca Bosc, linguista, e Nathasha Fernando, docente di Media e Comunicazione all’Università di Westminster e co-autrice dei podcast S/Confini e Sulla Razza.

Terzo episodio
Cinesino/a

Cinesino/a è una parola all’apparenza neutra, ma quanti significati e stereotipi veicola? Ci addentriamo nella risposta con Franca Bosc, linguista, e Jada Bai, mediatrice linguistico culturale e docente di lingua cinese all’Università di Torino.

Quarto episodio
Blackface

Blackface è un termine inglese che ci riporta immediatamente a una pratica diffusa negli Stati Uniti. È una pratica discriminatoria anche in Italia, e in quali forme esiste? Ne parliamo insieme a Franca Bosc, linguista, e Silvia Iannelli, antropologa museale.

Quinto episodio
Virus cinese

Virus cinese è un’espressione che è stata utilizzata dai media a partire dal 2020. Quali conseguenze ha avuto nella percezione della pandemia e sulle comunità della diaspora cinese nel mondo? Ne parliamo insieme a Franca Bosc, linguista, e Lala Hu, docente dell’Università Cattolica di Milano e autrice di Semi di tè.

Sesto episodio
Ambaradàn

Ambaradàn è una parola che ha una storia che mette le radici nella geografia, nella storia, nella lingua e nel rimosso coloniale. Ne scopriamo le ramificazioni con Franca Bosc, linguista, e Anna Nadotti, traduttrice e critica letteraria.

A partire dal 15 dicembre sarà disponibile sulle principali piattaforme di podcasting e su Radio 24 il nuovo podcast del Mudec realizzato in coproduzione con Radio 24:
Codice Mondrian. Come l’arte ha influenzato il XXI secolo.
Cinque appuntamenti, uno al mese, per raccontare come la cifra di questo grande artista continui a esistere in moltissimi ambiti.

Le linee nere verticali e orizzontali, le forme geometriche e i colori primari compongono le celeberrime griglie tipiche dell’opera di Piet Mondrian. Sono uno dei motivi più riconoscibili nella storia dell’arte contemporanea e per capire il successo di questo “codice” universale è utile sconfinare oltre la pittura, allargando gli orizzonti verso altri campi dell’arte.

Come può un albero trasformarsi in una griglia geometrica verticale? Come fa il pittore a trasferire le note del boogie woogie in quadrati gialli, rossi e blu? In queste puntate comprenderemo l’evoluzione stilistica di Mondrian nel tempo e nelle diverse aree della creatività.

La sua arte è stata d’ispirazione in molti ambiti: dalla pedagogia dell’arte alla moda, dalla grafica al design passando per la musica.
La storica del design Domitilla Dardi è una delle curatrici della mostra dedicata all’artista olandese presso il Mudec di Milano e ci accompagna in questo viaggio fatto di suoni e parole alla scoperta del mondo di Mondrian, dopo Mondrian.

Una coproduzione Radio 24 e 24 ORE Cultura
Curato da Domitilla Dardi e Chiara Albicocco
Sound design di Luigi Speciale e Andrea Roccabella
Voci Alessandra De Luca, Mario Nutarelli, Maurizio Esposito
Responsabile di produzione Guido Scotti
Coordinamento editoriale di Alessandra Scaglioni

Si ringrazia il Consolato dei Paesi Bassi a Milano.

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Primo episodio
Mondrian spiegato ai bambini

Le opere astratte di Piet Mondrian così amate dai bambini per la loro apparente semplicità, manifestano un equilibrio straordinariamente complesso, frutto di esperienza e anni di studio artistico.
Domitilla Dardi, storica del design e una delle curatrici della mostra dedicata all’artista olandese presso il Mudec di Milano, e Costantino D’Orazio, storico dell’arte, raccontano l’universo Mondrian ai più piccoli.

Secondo episodio
Mondrian e la musica

Nei primi anni ’40 Mondrian va a New York e scopre una musica nuova e diversa, fatta di ritmo e sonorità a lui sconosciute. Ne nasce una grande passione che confluisce nel dipinto “Broadway Boogie Woogie”.
Quante volte la musica ha motivato le opere di pittori e performer? E quanti tipi di musica e arte possono nascere dall’incontro tra i suoni e i colori?
Ne parlano Tiziana Cipelletti del collettivo artistico-musicale Storyville e Luca De Gennaro, critico musicale e conduttore radiofonico.

Terzo episodio
Vestire l’arte. Dalla tela del quadro a quella dell’abito

Le linee nere verticali e orizzontali, le forme geometriche e i colori primari compongono le celeberrime griglie tipiche dell’opera di Piet Mondrian. Sono uno dei motivi più riconoscibili nella storia dell’arte contemporanea e per capire il successo di questo “codice” universale è utile sconfinare oltre la pittura, allargando gli orizzonti verso altri campi dell’arte.

Come può un albero trasformarsi in una griglia geometrica verticale? Come fa il pittore a trasferire le note del boogie woogie in quadrati gialli, rossi e blu? In queste puntate comprenderemo l’evoluzione stilistica di Mondrian nel tempo e nelle diverse aree della creatività.
La sua arte è stata d’ispirazione in molti ambiti: dalla pedagogia dell’arte alla moda, dalla grafica al design passando per la musica.
La storica del design Domitilla Dardi è una delle curatrici della mostra dedicata all’artista olandese presso il Mudec di Milano e ci accompagna in questo viaggio fatto di suoni e parole alla scoperta del mondo di Mondrian, dopo Mondrian.

Quarto episodio
Mondrian e il design contemporaneo

Il movimento artistico De Stijl, anche conosciuto con il nome di neoplasticismo, nacque nel 1917 nei Paesi Bassi dal manifesto scritto da Piet Mondrian e Theo van Doesburg. Lo stile è quello essenziale, fatto di linee ortogonali, uso esclusivo di quadrati e rettangoli e solo colori primari. Il movimento influenzò per molti decenni la pittura, l’architettura e il design.
Ripercorriamo quegli anni insieme Domitilla Dardi, una delle curatrici della mostra dedicata interamente all’artista olandese al Mudec di Milano, e a Angela Rui, curatrice e ricercatrice per il design.

Quinto episodio
Mondrian e la grafica

Le linee nere verticali e orizzontali, le forme geometriche e i colori primari compongono le celeberrime griglie tipiche dell’opera di Piet Mondrian.
Sono uno dei motivi più riconoscibili nella storia dell’arte contemporanea e per capire il successo di questo “codice” universale è utile sconfinare oltre la pittura, allargando gli orizzonti verso altri campi dell’arte. Come può un albero trasformarsi in una griglia geometrica verticale?
Come fa il pittore a trasferire le note del boogie woogie in quadrati gialli, rossi e blu?

In queste puntate comprenderemo l’evoluzione stilistica di Mondrian nel tempo e nelle diverse aree della creatività.
La sua arte è stata d’ispirazione in molti ambiti: dalla pedagogia dell’arte alla moda, dalla grafica al design passando per la musica.La storica del design Domitilla Dardi è una delle curatrici della mostra dedicata all’artista olandese presso il Mudec di Milano e ci accompagna in questo viaggio fatto di suoni e parole alla scoperta del mondo di Mondrian, dopo Mondrian.

Al via da lunedì 8 marzo la prima serie sul canale Mudec Podcast!

Da un’idea di 24 ORE Cultura, presentata dal curatore e critico d’arte Nicolas Ballario, la serie racconta in 5 minuti i tratti salienti della vita di dieci grandi fotografe.

Personalità molto diverse tra loro, ma scelte perché tutte presentano un tratto distintivo comune: sono state artiste pioniere che si sono imposte con il loro obiettivo fotografico in un mondo e in un tempo in cui l’accesso per le donne era osteggiato, se non addirittura proibito, ma che con la loro arte e ‘militanza’ hanno aperto la strada a intere generazioni di fotografe.

Dorothea Lange, Cindy Sherman, Gerda Taro, Eve Arnold, Marirosa Toscani Ballo, Imogen Cunningham, Inge Morath, Lisetta Carmi, Margaret Bourke-White e infine Tina Modotti.

In ogni puntata il curatore entrerà in dialogo con alcuni testimonial d’eccezione del mondo dell’arte, della fotografia, del design, del giornalismo: Settimio Benedusi, Angela Vettese, Giampaolo Musumeci, Pier Paolo Pitacco, Fabio Ciriffino, Denis Curti, Tarin, Gianni Berengo Gardin e Alice Pasquini.

Un viaggio dunque tutto al femminile in occasione del palinsesto promosso dal Comune di Milano “I talenti delle donne”, che si concluderà ad aprile 2021.

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