







L’opera è composta da due sculture poste a poca distanza tra loro: una mano che spunta dal terreno quasi a simulare un saluto e un piede poggiato sul prato. Entrambi gli elementi sono di grandi dimensioni e vengono realizzati impiegando mattoni sagomati e sovradimensionati, modellati a mano appositamente per quest’opera.
Due forme provenienti dall’anatomia umana che sono state ingigantite e costruite con uno dei più classici materiali edili dialogano con un contesto architettonicamente molto connotato.
Judith Hopf (Karlsruhe, 1969) è un’artista tedesca che vive e lavora a Berlino. Le sue opere rivelano sin dagli esordi un atteggiamento autoironico attraverso il quale l’artista è capace di evidenziare e mettere in discussione situazioni legate sia al linguaggio dell’arte sia al sistema sociale. Nella sua ricerca si è confrontata con diversi media come la grafica, la scultura, l’installazione, il film e la performance. I soggetti delle sue opere sono spesso animali, umani o oggetti umanizzati realizzati impiegando materiali d’uso quotidiano, come hardware di computer, vasi oppure materiali comuni da costruzione come i mattoni, il cemento o il ferro.
foto: © Beppe Brancato | © Christian Richters | © Fabrizio Stipari
Giovedì 17 settembre
il Museo chiuderà al pubblico
alle ore 18:00.
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Mercoledì 23 settembre
la Collezione Permanente
potrebbe subire chiusure
dalle ore 14:30 alle ore 17:30
a causa di un’assemblea sindacale.
Ci scusiamo per ogni possibile disagio.