
Ambito scandinavo, Sami, Puukko, pugnale con fodero, XVIII-XIX secolo, Castello di Racconigi, inv. R 7033-13
© MiC – Residenze reali sabaude-Direzione regionale Musei nazionali Piemonte
LA SETTIMANA BIANCA
Saperi indigeni, ecologie del ghiaccio e pratiche artistiche
Palinsesto degli incontri e dei film
La mostra Il senso della neve sarà approfondita da La settimana bianca, un palinsesto di incontri sulle complesse interconnessioni tra clima, culture e territori, organizzati con la co-curatela di Andrea Staid, antropologo, e la consulenza di Massimo Tavoni, direttore del centro EIEE – European Institute on Economics and the Environment.
In un contesto segnato dall’emergenza climatica, il museo riflette sulle sfide culturali che diverse popolazioni affrontano nel bilanciamento tra la conservazione delle proprie tradizioni e l’adattamento ai profondi mutamenti ambientali. Dai Sami e gli Inuit del Nord del mondo ai Selk’nam e agli Yaghan della Terra del Fuoco, fino alle comunità dell’Himalaya, il ciclo di incontri pone al centro le realtà più esposte agli effetti del cambiamento climatico mettendo in relazione saperi indigeni, studi sul clima e pratiche artistiche. I temi affrontati includono l’impatto del riscaldamento globale sulle culture locali, i conflitti legati allo sfruttamento delle risorse, la trasformazione dei territori glaciali e le migrazioni forzate.
GLI INCONTRI
26 febbraio 2026 ore 18:30 – Spazio delle Culture “Khaled al-Asaad”
Talk con Gianluca Frinchillucci, Pierpaolo Caputo, Daniela Zanin, Marco Volpe e Agata Lavorio
In occasione della Giornata Mondiale dell’Antropologia, l’Istituto Geografico Polare “Silvio Zavatti” presenta la rivista Il Polo e il progetto della Carta dei Popoli Artici, offrendo una riflessione sull’Artico contemporaneo tra antropologia, territori e culture del Nord, con uno sguardo ai temi della sicurezza e alla crescente rilevanza strategica della regione.
Evento che si colloca all’interno di Anthrodays 2026.
Con il supporto di Turisanda1924 – parte di Alpitour World
Ingresso gratuito con prenotazione su Eventbrite
19 marzo 2026 ore 18:30 – Spazio delle Culture “Khaled al-Asaad”
Talk con Valentina Tamborra e Karoline Trollvik
Moderato da Andrea Staid
Cosa accade quando la cultura di un popolo incontra l’obiettivo di una macchina fotografica o la teca di un museo? Il confine tra ciò che è tangibile — un oggetto, un abito, un territorio — e ciò che è immateriale — un rito, una memoria, un’identità — si fa sottile, diventando il terreno fertile di una negoziazione continua. Valentina Tamborra attraverso il suo sguardo fotografico e giornalistico restituisce “corpo” e materia alle tradizioni vive. Il lavoro partecipativo di Karoline Trollvik ci guiderà attraverso una museologia viva, dove l’oggetto materiale non è mai statico, ma dialoga costantemente con le espressioni intangibili e le rivendicazioni di una comunità che abita la contemporaneità.
Con la collaborazione della Reale Ambasciata di Norvegia e il Consolato Generale Onorario di Norvegia a Milano
Ingresso gratuito con prenotazione su Eventbrite
2 aprile 2026 ore 18:30 – Spazio delle Culture “Khaled al-Asaad”
Presentano il volume Tomaso Biancardi e Leonardo Parigi
Il ghiaccio che si scioglie rivela una nuova terra di opportunità commerciali, militari e politiche – ma anche rischi planetari. Tra approfondimenti sulle popolazioni indigene, i cambiamenti climatici e i nuovi temi geopolitici, il nuovo numero di The Passenger si interroga: e se la nuova corsa all’Artico si rivelasse troppo costosa, difficoltosa o rischiosa? E se fosse, dunque, solo un bluff?
In collaborazione con la casa editrice Iperborea
Con il supporto di Turisanda1924 – parte di Alpitour World
Ingresso gratuito con prenotazione su Eventbrite
9 aprile 2026 ore 18:30 – Spazio delle Culture “Khaled al-Asaad”
Dialogo con Simona Masina e Lorenzo Tessoni
Moderato da Massimo Tavoni
Stretto fra riscaldamento globale e ambizioni territoriali, l’Artico si ritrova ad essere la nuova frontiera strategica di interessi economici e rischi climatici. Quali sono le ragioni di questa attenzione, e cosa succederà ai suoi ecosistemi e al resto del mondo che tanto vi dipendono? Guardando alle scienze del clima, dell’economia dell’ambiente e della geopolitica, esploreremo insieme cosa sta succedendo a queste terre inospitali ma fragili e quali sono le ragioni per le crescenti ambizioni di conquista.
Ingresso gratuito con prenotazione su Eventbrite
16 aprile 2026 ore 18:30 – Auditorium
Dialogo tra Barbara Galentino e Davide Quadrio
Il talk esplora una passione per il Giappone che, lungi dall’affievolirsi, continua a rinnovarsi nel tempo. Un interesse letto attraverso immagini che attraversano due secoli di storia, dal Giappone antico e insieme enigmatico delle Fifty-Three Stations of the Tōkaidō di Utagawa Hiroshige fino alle espressioni della cultura contemporanea. Si tratta di un immaginario che va oltre l’esperienza del viaggio e le sue suggestioni, trasformandosi in una vera e propria fascinazione collettiva del pubblico italiano per tutto ciò che riguarda il Giappone. Al centro dell’incontro vi è una riflessione sull’effetto che le immagini – antiche e recenti – del Giappone esercitano sul nostro immaginario di questo luogo lontano e, al tempo stesso, ormai intimamente familiare. Si intrecciano racconti legati alla neve, tema della mostra in corso, ai paesaggi invernali, alle tempeste sul mare e tra i monti, fino ad arrivare al Giappone contemporaneo: dalle Olimpiadi invernali agli ski dome, piste artificiali progettate per consentire di sciare tutto l’anno, fino a immaginari più rarefatti e simbolici.
Con il supporto di Turisanda1924 – parte di Alpitour World
Ingresso gratuito con prenotazione su Eventbrite
30 aprile, ore 18.30
Spazio delle Culture “Khaled al-Asaad”
Dialogo tra Andrea Staid e Stefano Beggiora
In dialogo con Andrea Staid, Stefano Beggiora si interrogherà sul tema degli esseri sottili, liminali e non umani che popolano il folklore himalayano, spostando lo sguardo dal ritualismo multireligioso – indù, buddhista o animista – verso la fitta costellazione di spiriti ed entità che anima il cosmo sciamanico locale.
Attraverso le loro voci, si aprirà uno spazio di riflessione sul legame profondo tra gli abitanti della montagna e una Natura ancora vissuta come animata, selvaggia e indomita. In questo orizzonte, anche ghiaccio e neve non sono semplici elementi, ma presenze vive: parlano agli sciamani, raccontano il ritmo delle stagioni, restituiscono suoni e tracce del mondo animale e vegetale e rendono udibile la voce di un ambiente oggi attraversato da trasformazioni radicali. Il dialogo prende forma a partire da dati etnografici raccolti tra gruppi ādivāsī/janjāti dell’Himalaya centrale, in Nepal, e orientale, in Arunachal Pradesh, in India, per poi aprirsi a un possibile confronto con altre culture delle terre alte.
Ingresso gratuito con iscrizione su Eventbrite
7 maggio 2026 ore 18:30 – Auditorium
Dialogo e proiezione del documentario di Francesco Clerici e Angelica Pastorella
L’Himalaya, con le sue dimensioni e la sua posizione geografica, costituisce una grande barriera naturale, carica di sacralità e di miti. Fra questi miti, forse uno dei più carichi di significati e conseguenze non solo religiose è quello dei Beyul, o valli nascoste.
I Beyul, nella mitologia delle genti tibetane, da sempre sono stati considerati come luoghi protetti da naturali fortezze di roccia, neve e ghiaccio, situati in zone remote, impervie e quasi irraggiungibili. Questi luoghi hanno sempre destato la meraviglia dei tibetani che vi giungevano dopo aver attraversato gli impervi passi himalayani.
Il documentario racconta della vita e del lavoro nella valle dello Zanskar, una delle valli più remote del pianeta. Una valle che negli ultimi anni a causa del riscaldamento climatico ha dovuto trovare modalità di resistenza sempre più estreme per poter provvedere all’irrigazione dei suoi campi. A fare da contrappunto a riprese di osservazione antropologica sono le storie e le leggende registrate da Angelica Pastorella nel suo lavoro sul campo nell’ultima decade: voci di sciamane, monaci e vecchi saggi, che evocano un mondo invisibile fatto di spiriti dell’acqua e entità magiche. Sullo sfondo di questa quotidianità, coloro che vengono chiamati in lingua locale “Rgon mai”, che costruiscono, con tecniche tradizionali e pratiche moderne, una ghiacciaio artificiale, una cattedrale che alimenterà l’agricoltura e garantirà un’almeno temporanea sopravvivenza.
Tra mondo visibile e invisibile, nel bianco delle cime innevate in inverno e l’aridità dell’estate, tra il suono dell’acqua registrato con un geofono e le voci che raccontano storie, ecco un affresco di una valle misteriosa e remota e dei suoi abitanti: un Beyul, che mostra la lotta di chi in prima fila si ritrova ad affrontare il cambiamento climatico.
Documentario artistico / antropologico
70 min / Colore / 2026
Regia: Francesco Clerici, Angelica Pastorella / Produzione: NIEMINEN / Audio: Tommaso Barbaro, FULLCODE, con il contributo di Kel12 foundation, Montura e in collaborazione con Trentino for Tibet e MUDEC – Museo delle Culture
Ingresso gratuito con prenotazione su Eventbrite
9 maggio 2026 ore 16:00 – Auditorium
Proiezione del film
L’ingegnere aeronautico italiano Umberto Nobile trascorre una vita tranquilla con la sua amata cagnolina Titina.
Un giorno, la superstar dell’esplorazione norvegese Roald Amundsen lo contatta gli chiede di progettare un dirigibile per conquistare il Polo Nord.
Produzione: Mikrofilm AS Durata: 90 min Anno: 2022
Con la collaborazione della Reale Ambasciata di Norvegia e il Consolato Generale Onorario di Norvegia a Milano
Il film sará preceduto da un talk con Marco Iezzi (curatore Collezioni | Trasporti Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci).
Ingresso gratuito con prenotazione su Eventbrite
8 maggio 2026, dalle ore 14:30 – Spazio delle Culture “Khaled al-Asaad”
La neve, le montagne e il clima freddo determinano molteplici aspetti della vita delle popolazioni, che si trovano nelle zone più esposte, divenendo elemento determinante delle culture, tradizioni e costumi locali. In queste popolazioni, strettamente collegate con l’ambiente circostante, permangono espressioni di spiritualità, le cui origini si perdono nel tempo, che aiutano a creare relazioni di comunità e mantenere il rapporto ancestrale con la natura, in un territorio ostico e al tempo stesso fragile, sempre più soggetto a complesse trasformazioni in atto. Nevi e ghiacciai non mancano dal Centro Asia alla Siberia. Inoltre nel “tetto del mondo” della catena Himalayana si trovano le cime più alte della terra, tutti gli ottomila concentrati in un solo enorme confine innevato. Più lontano, in Giappone il monte Fuji innevato diventa simbolo di un intero paese.
*Sepolti nel ghiaccio. Pratiche funerarie invernali in Siberia e oggetti di corredo da tombe antiche e moderne – A cura di Gian Luca Bonora
*Il respiro dei ghiacciai: acqua, clima e società in Asia centrale – A cura di Enrico Mattea
*La terra delle nevi: il Ladakh tra passato e presente. A cura di Stefano Caldirola
Introduce Susanna Marino.
In collaborazione con il Centro di Cultura Italia – Asia
Con il supporto di Turisanda1924 – parte di Alpitour World
Ingresso gratuito con prenotazione su Eventbrite
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9 maggio 2026, dalle ore 14:30 – Spazio delle Culture “Khaled al-Asaad”
La neve, le montagne e il clima freddo determinano molteplici aspetti della vita delle popolazioni, che si trovano nelle zone più esposte, divenendo elemento determinante delle culture, tradizioni e costumi locali. In queste popolazioni, strettamente collegate con l’ambiente circostante, permangono espressioni di spiritualità, le cui origini si perdono nel tempo, che aiutano a creare relazioni di comunità e mantenere il rapporto ancestrale con la natura, in un territorio ostico e al tempo stesso fragile, sempre più soggetto a complesse trasformazioni in atto. Nevi e ghiacciai non mancano dal Centro Asia alla Siberia. Inoltre nel “tetto del mondo” della catena Himalayana si trovano le cime più alte della terra, tutti gli ottomila concentrati in un solo enorme confine innevato. Più lontano, in Giappone il monte Fuji innevato diventa simbolo di un intero paese.
*Himalaya, la montagna degli dei. A cura di Marilia Albanese
*Cerimonia tibetana del Kalachakra. A cura di Bruno Gentili
*Il paese delle nevi: un altro Giappone. A cura di Susanna Marino, Italo Bertolasi e Karin Vettorel.
*Costumi e abiti da freddo. A cura di Italia-Asia
In collaborazione con il Centro di Cultura Italia – Asia
Con il supporto di Turisanda1924 – parte di Alpitour World
Ingresso gratuito con prenotazione su Eventbrite
14 maggio 2026 ore 18:30 – Spazio delle Culture “Khaled al-Asaad”
Dialogo con Marzio G. Mian e Nicola Scevola e proiezione di fotografie di Sirio Magnabosco.
L’esperienza dei reporter di The Arctic Times Project, organizzazione giornalistica non profit con sede negli Stati Uniti. Con un focus particolare sulle popolazioni Inuit che subiscono l’offensiva neocoloniale nell’Artico Nord Americano.
Ingresso gratuito con prenotazione su Eventbrite
21 maggio 2026 ore 18:30 – Spazio delle Culture “Khaled al-Asaad”
Dialogo con Javier Domingo e Cristina Zárraga
Moderato da Andrea Staid
Accostando racconti storici, materiali di ricerca, storie di vita e testimonianze dirette, l’incontro apre uno spazio di confronto tra saperi prodotti dall’osservazione europea e forme locali di relazione con il territorio, comprese le narrazioni e i riferimenti mitologici presenti tra le popolazioni Yaghan e Tehuelche. In questo quadro, neve e paesaggio australe continuano a orientare le rappresentazioni delle persone, delle lingue e dei territori, oggi sempre più esposti a processi di valorizzazione turistica, politiche ambientali e alle trasformazioni legate al cambiamento climatico.
Ingresso gratuito con prenotazione su Eventbrite
23 maggio 2026 ore 19:30 – Agorà
Poesia e musica con: Lorella De Luca (attrice), Martina Rudic (violoncellista) e Kristján Hreïnsson (poeta)
A cura di Milton Fernández
Quel manto scende come una lingua antica che il mondo ricorda senza saperla più parlare. Non illumina: attenua. Non riempie: svuota. Sotto il suo bianco, le cose perdono peso e tornano essenziali, come se fossero viste per la prima volta. Nell’Agorà del MUDEC, spazio di incontro e di attraversamento, questo silenzio prende corpo. Qui il bianco non è solo evocato, ma reso visibile dall’installazione The Moment the Snow Melts.
Memoria che resta in aria. Un’occasione per sostare, per rallentare, per lasciare che neve, parola e suono si intreccino. E che, come accade soltanto alle cose fragili e vere, ci tocchino senza fare rumore.
Evento conclusivo del Festival Internazionale di Poesia di Milano.
Con il supporto di Turisanda1924 – parte di Alpitour World
Ingresso gratuito con prenotazione su Eventbrite
I FILM
Grazie alla collaborazione con Cineteca Milano e Trento Film Festival – Montagne e Culture, verrà proposta una rassegna cinematografica che affronterà i temi della mostra Il senso della neve.
Le proiezioni in programma mostreranno, attraverso immagini sensazionali, la drammatica situazione dello scioglimento dei ghiacci e dei cambiamenti degli ecosistemi.
Un percorso per immagini che affianca e amplia l’esperienza della mostra, offrendo al pubblico nuovi sguardi su paesaggi, culture e futuri possibili.
Tutte le proiezioni si terranno al Cinema Arlecchino, via S.Pietro all’Orto, 9 – Milano, con la seguente tariffazione:
Intero 8,50 € / Ridotto 7,50 €
Tariffa speciale di 5,00 € presentando in cassa il biglietto della mostra Il Senso della Neve
IL PROGRAMMA
Into the Ice
Lars Ostenfeld, Danimarca/Germania, 2022, 85’, v.o.sott.it.
Into the Ice è un viaggio alla scoperta del ghiaccio e dei segreti che custodisce sul nostro futuro. Il regista segue tre tra i più importanti glaciologi del mondo in spedizioni pionieristiche nella calotta glaciale della Groenlandia, alla ricerca di dati fondamentali per rispondere alle grandi domande del nostro tempo.
Chasing Time
Sarah Keo, Jeff Orlowski-Yang, USA, 2024, 39’, v.o.sott.it.
Se una foto può ispirare un cambiamento, immagina la forza di un milione di immagini. In 15 anni di Extreme Ice Survey, il fotografo James Balog ha portato alcune delle più potenti prove visive del cambiamento climatico, documentando lo scioglimento accelerato dei ghiacciai nel mondo. Chasing Time è una meditazione sul tempo che passa e sulla mortalità.
A seguire
Arctic Ocean – A journey to the North Pole
Karin Alfredsson, Svezia, 2022, 19’, v.o.sott.it.
La fotografa Karin Alfredsson racconta la forza della natura incontaminata, dalle foreste dello Jämtland alle distese di acqua e ghiaccio del Polo Nord. A bordo della rompighiaccio Oden, impegnata nella ricerca di prove del cambiamento climatico, documenta con la sua cinepresa l’avanzare lento e silenzioso della nave nel mare ghiacciato.
Samuel in the Clouds
Pieter Van Eecke, Belgio, 2016, 70’, v.o.sott.it.
I ghiacciai della Bolivia si stanno ritirando rapidamente. Samuel, storico gestore della seggiovia del monte Chacaltaya, una delle più alte al mondo, affronta ogni giorno l’assenza di precipitazioni. Samuel parte dal suo rifugio per andare ad accogliere i turisti e porta avanti la sua attività così come ha fatto per decenni. Nonostante le previsioni dei climatologi Samuel continua a sperare che a breve le precipitazioni torneranno a imbiancare il ghiacciaio.
Woman and the Glacier
Audrius Stonys, Lituania/Estonia, 2016, 57’, v.o.sott.it.
Sulle montagne del Tian Shan, in Kazakistan, la scienziata lituana Aušra Revutaite da trent’anni trascorre parte della sua esistenza all’interno di una postazione glaciologica costruita in epoca sovietica. A 3500 m, gli unici suoi compagni sono un cane e un gatto grigio, che le tengono compagnia mentre osserva e annota i cambiamenti climatici.
Sila and Gatekeepers of the Arctic
Corina Gamma, Svizzera/USA, 2016, 70’, v.o.sott.it.
Il documentario esplora il concetto groenlandese di “sila”, termine multiforme che comprende le condizioni atmosferiche, la coscienza e l’universo. Tra i paesaggi mozzafiato della Groenlandia, dove il cambiamento climatico è più visibile, due gruppi molto indipendenti di cacciatori di sussistenza Inuit, e una spedizione di scienziati polari, sono testimoni della trasformazione dell’ambiente.
Queen Without Land
Asgeir Helgestad, Norvegia, 2018, 70’, v.o.sott.it.
Un film spettacolare sull’incontro tra Frost, una mamma orso polare, i suoi cuccioli e un regista: dal primo contatto alle Svalbard nel 2013 alla lotta per la sopravvivenza mentre il ghiaccio si scioglie a ritmo accelerato. L’aumento delle temperature trasforma l’ecosistema artico, che resta però di una bellezza abbagliante. Senza toni didattici, il film è un omaggio alla vita e riflette sul posto dell’uomo sulla Terra.
Nanuk l’esquimese
Robert J. Flaherty, USA/Francia, 1922, 79’
Concentrando l’attenzione su persone normali, un cacciatore Inuit e i suoi familiari, con le loro semplici attività e le loro drammatiche lotte, Nanook of the North riuscì a fare in modo che il suo pubblico etnocentrico si identificasse con il popolo indigeno. Ciò fu possibile non solo grazie all’ingegnoso montaggio di situazioni drammatiche, aspettative e didascalie, ma soprattutto grazie alla collaborazione senza precedenti su cui il film si fondava. Gli Inuit non si limitavano a recitare e a collaborare alla creazione della storia, ma azionavano le macchine da presa, aggiustavano le attrezzature e sviluppavano la pellicola sul posto. Edizione restaurata
Accompagnamento musicale dal vivo dell’artista Gino Lucente