15 eventi trovati.

L’estetica dell’acqua nella cultura araba

Ore 18.30
Auditorium
Mā’ – due lettere in arabo.
Comincia tutto da lì, dall’elemento acqua, che attraversa fluidamente e trasversalmente religione, letteratura, musica, calligrafia, cinema.
Molto spesso la cultura araba è ridotta alla religione islamica, la religione islamica è ridotta ai testi sacri e i testi sacri sono ridotti ai versetti sulla sharia. L’intento di questo incontro, invece, è rimettere la cultura araba nel suo più ampio contesto di grande civiltà.
Lo faremo seguendo il fil rouge costituito dal tema dell’acqua e di come essa sia stata percepita nelle varie dimensioni artistiche, culturali e religiose.
A cura di Wael Farouq, docente di lingua e letteratura araba, con Elisa Ferrero (traduttrice, scrittrice e lettrice di lingua araba)e Hani Gergi (docente di lingua araba e musicista)

IL LINGUAGGIO NASCOSTO DEI TESSUTI D’ASIA

Convegno a cura del Centro di Cultura Italia-Asia, in collaborazione con MUDEC Museo delle Culture

Venerdì 1 e Sabato 2 Ottobre 2021
Spazio delle Culture “Khaled al-Asaad”

Orari:
Venerdì 10-13 / 14.30-16.30
Sabato 10-12.30 / 14-16

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria al seguente link.

Nelle culture dell’Asia da sempre il tessuto è un forte strumento identitario e comunitario, ricco di riferimenti e codici di comunicazione, comprensibili da tutti gli individui del gruppo o etnia di appartenenza.
Il tessuto asiatico costituisce quindi una sorta di linguaggio comune per le collettività che ne sono depositarie.
Questo mondo complesso, fatto di simboli e codici comunicativi, ha radici profonde nelle diverse società di appartenenza da cui deriva e di cui esprime sia i canoni di bellezza che le regole delle interazioni sociali.
Anche elementi relativi alla religiosità e al sacro si esprimono spesso nel tessuto, nella maniera in cui viene prodotto, nel ruolo sociale e nel cerimoniale seguito dalle persone che alla tessitura sono deputate.
I motivi decorativi tessili possono avere moltissimi significati, alcuni così antichi che se ne è persa l’essenza o la provenienza originaria.
Il riferimento costante ad alcuni elementi naturalistici che riportano alla religiosità e all’origine del mondo si riflette, ad esempio, nella frequente presenza dell’immagine del lotus, il fiore simbolo di fertilità, purezza, centro da cui irradia la creazione stessa. Così l’albero della vita, immagine universale e archetipica, ha significati mistici e magici, considerato sorgente di vita, connessione tra i due regni del cielo e della terra.
Molteplici sono i significati nascosti nelle immagini, in fini geometrie e intrecci grafici e in altri elementi come colori, tecniche di tessitura, tipologia dei tessuti stessi e loro destinazione sociale: tutti linguaggi espressi attraverso e nel tessuto, un universo di segni molto articolato e ricchissimo di tematiche importanti, in gran parte da esplorare e approfondire.
L’incontro che si propone vorrebbe presentare e condividere con il pubblico alcuni di questi aspetti, evidenziando come il linguaggio nascosto nei tessuti ci parli di storia, di religioni, di culture, credenze, abitudini e leggende, così come di tecnologie e di abilità che sono sempre finalizzate alla condivisione di valori identitari.

Il programma completo sul sito di Italia Asia

IL LINGUAGGIO NASCOSTO DEI TESSUTI D’ASIA

Convegno a cura del Centro di Cultura Italia-Asia, in collaborazione con MUDEC Museo delle Culture

Venerdì 1 e Sabato 2 Ottobre 2021
Spazio delle Culture “Khaled al-Asaad”

Orari:
Venerdì 10-13 / 14.30-16.30
Sabato 10-12.30 / 14-16

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria al seguente link.

Nelle culture dell’Asia da sempre il tessuto è un forte strumento identitario e comunitario, ricco di riferimenti e codici di comunicazione, comprensibili da tutti gli individui del gruppo o etnia di appartenenza.
Il tessuto asiatico costituisce quindi una sorta di linguaggio comune per le collettività che ne sono depositarie.
Questo mondo complesso, fatto di simboli e codici comunicativi, ha radici profonde nelle diverse società di appartenenza da cui deriva e di cui esprime sia i canoni di bellezza che le regole delle interazioni sociali.
Anche elementi relativi alla religiosità e al sacro si esprimono spesso nel tessuto, nella maniera in cui viene prodotto, nel ruolo sociale e nel cerimoniale seguito dalle persone che alla tessitura sono deputate.
I motivi decorativi tessili possono avere moltissimi significati, alcuni così antichi che se ne è persa l’essenza o la provenienza originaria.
Il riferimento costante ad alcuni elementi naturalistici che riportano alla religiosità e all’origine del mondo si riflette, ad esempio, nella frequente presenza dell’immagine del lotus, il fiore simbolo di fertilità, purezza, centro da cui irradia la creazione stessa. Così l’albero della vita, immagine universale e archetipica, ha significati mistici e magici, considerato sorgente di vita, connessione tra i due regni del cielo e della terra.
Molteplici sono i significati nascosti nelle immagini, in fini geometrie e intrecci grafici e in altri elementi come colori, tecniche di tessitura, tipologia dei tessuti stessi e loro destinazione sociale: tutti linguaggi espressi attraverso e nel tessuto, un universo di segni molto articolato e ricchissimo di tematiche importanti, in gran parte da esplorare e approfondire.
L’incontro che si propone vorrebbe presentare e condividere con il pubblico alcuni di questi aspetti, evidenziando come il linguaggio nascosto nei tessuti ci parli di storia, di religioni, di culture, credenze, abitudini e leggende, così come di tecnologie e di abilità che sono sempre finalizzate alla condivisione di valori identitari.

Il programma completo sul sito di Italia Asia

Il confine della colonia

5 , 12 e 19 ottobre – ore 15.00
Mudec

Progetto di Kibra Sebhat in collaborazione con Rahel Sereke, Addes Tesfamariam e Selam Tesfai.

Laboratorio gratuito dedicato al colonialismo italiano, rivolto ai docenti di ogni ordine, grado e materia di insegnamento.
La memoria selettiva che l’Italia ha sviluppato sulla sua esperienza coloniale in Corno d’Africa fa sì che nel 2021 non sia ancora possibile condividere una storia comune con i territori occupati.
Un passato e un presente che appartengono agli italiani tanto quanto alle donne e agli uomini della diaspora.
Accompagneremo gli insegnanti in un percorso di scoperta-riscoperta delle esperienze legate al periodo coloniale e alla diaspora dal Corno d’Africa.
I confini spaziali, temporali e umani verranno osservati con lo sguardo consapevole di chi sa che molto ancora deve essere accettato, condiviso e soprattutto trasmesso alle nuove generazioni.

Tre appuntamenti gratuiti.
Tre martedì al Mudec, dalle 14.30 alle 17.30

5 ottobre 2021, LO SPAZIO
a cura di Rahel Sereke
Urbanista e attivista queer per le diaspore

12 ottobre 2021, L’ESTETICA
a cura di Addes Tesfamariam
Make-up artist e ricercatrice

19 ottobre 2021, L’AZIONE
a cura di Selam Tesfai
Attivista di Cantiere Milano

Bell hooks: Elogio del margine e insegnare a trasgredire

bell hooks Mudec Giovedì 7 ottobre, ore 18:30
Modalità mista in presenza (Spazio delle Culture) e online

Il 2020 è stato l’anno della felice riscoperta in Italia di bell hooks, pseudonimo – rigorosamente minuscolo – di Gloria Jean Watkins, studiosa, attivista e saggista africana americana, autrice di riferimento sul tema del razzismo subito dalle donne nere negli Usa.
Sono stati infatti ripubblicati a quasi venti anni di distanza due dei saggi cardine del suo pensiero: “Elogio del margine” (Tamu Edizioni, che accorpa anche l’intervista alla scrittrice di Maria Nadotti, dal titolo “Scrivere al Buio”) e “Insegnare a trasgredire” (Meltemi).
hooks è stata una delle pioniere che ha esplorato la questione dell’intersezionalità ovvero l’interazione, all’interno dei sistemi di potere, della discriminazione basata sul genere con quella basata sulla razza e sulla classe sociale.
Nei saggi di “Elogio del margine” scopriamo i luoghi in cui si è svolta e si svolge la resistenza delle donne afroamericane, a partire dalla casa, scudo di protezione dalla violenza razzista.
In “Insegnare a trasgredire”, invece, si affronta la questione dell’educazione, della pedagogia e della trasmissione dei saperi in un’ottica non solo accademica, ma anche comunitaria.
L’incontro – che si terrà presso lo Spazio delle Culture “Khaled al-Asaad” del MUDEC, sarà un dialogo tra Maria Nadotti, scrittrice, traduttrice e intellettuale che per prima ha portato il lavoro di hooks in Italia, e Rahel Sereke, urbanista e attivista per i diritti civili che per il gruppo di ricerca Ippolita ha curato l’edizione di “Insegnare a trasgredire”.

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.
Il dialogo si potrà seguire sia in presenza che online

Il confine della colonia

5 , 12 e 19 ottobre – ore 15.00
Mudec

Progetto di Kibra Sebhat in collaborazione con Rahel Sereke, Addes Tesfamariam e Selam Tesfai.

Laboratorio gratuito dedicato al colonialismo italiano, rivolto ai docenti di ogni ordine, grado e materia di insegnamento.
La memoria selettiva che l’Italia ha sviluppato sulla sua esperienza coloniale in Corno d’Africa fa sì che nel 2021 non sia ancora possibile condividere una storia comune con i territori occupati.
Un passato e un presente che appartengono agli italiani tanto quanto alle donne e agli uomini della diaspora.
Accompagneremo gli insegnanti in un percorso di scoperta-riscoperta delle esperienze legate al periodo coloniale e alla diaspora dal Corno d’Africa.
I confini spaziali, temporali e umani verranno osservati con lo sguardo consapevole di chi sa che molto ancora deve essere accettato, condiviso e soprattutto trasmesso alle nuove generazioni.

Tre appuntamenti gratuiti.
Tre martedì al Mudec, dalle 14.30 alle 17.30

5 ottobre 2021, LO SPAZIO
a cura di Rahel Sereke
Urbanista e attivista queer per le diaspore

12 ottobre 2021, L’ESTETICA
a cura di Addes Tesfamariam
Make-up artist e ricercatrice

19 ottobre 2021, L’AZIONE
a cura di Selam Tesfai
Attivista di Cantiere Milano

Mudec in Rap

Sabato 16 ottobre – ore 17:30
Mudec

In attesa della performance musicale “Mudec in rap”, dalle ore 17.30 racconti haitiani e musica nel cortile del Mudec con il percussionista Stefano Balboni, e presentazione del murales realizzato dai partecipanti del laboratorio di arte naif condotto dall’artista ed esperto di arte vodù Nikos Moïse.

Alle ore 19.00 serata performativa per condividere e restituire tutto il lavoro del laboratorio “Museo in Rap”, attraverso le storie dei ragazzi che vi hanno partecipato auto-narrate da parole, musica, emozioni e partecipazione.
L’evento si dividerà in tre atti: l’origine, l’interpretazione e il mix up finale. Momenti durante i quali potremo sentire le melodie e gli strumenti che hanno ispirato i ragazzi in questo percorso, concludendo con una jam session di pura espressione artistica dove gli strumenti si fonderanno con le voci dei ragazzi, per creare nuove trame sonore e nuovi testi completamente improvvisati come da tradizione della cultura Hip Hop.

Coordinato da Simone Andres Ollearo (produttore discografico e musicista) e con la partecipazione straordinaria di Daniele Diamante (musicista e mediatore culturale).

Il confine della colonia

5 , 12 e 19 ottobre – ore 15.00
Mudec

Progetto di Kibra Sebhat in collaborazione con Rahel Sereke, Addes Tesfamariam e Selam Tesfai.

Laboratorio gratuito dedicato al colonialismo italiano, rivolto ai docenti di ogni ordine, grado e materia di insegnamento.
La memoria selettiva che l’Italia ha sviluppato sulla sua esperienza coloniale in Corno d’Africa fa sì che nel 2021 non sia ancora possibile condividere una storia comune con i territori occupati.
Un passato e un presente che appartengono agli italiani tanto quanto alle donne e agli uomini della diaspora.
Accompagneremo gli insegnanti in un percorso di scoperta-riscoperta delle esperienze legate al periodo coloniale e alla diaspora dal Corno d’Africa.
I confini spaziali, temporali e umani verranno osservati con lo sguardo consapevole di chi sa che molto ancora deve essere accettato, condiviso e soprattutto trasmesso alle nuove generazioni.

Tre appuntamenti gratuiti.
Tre martedì al Mudec, dalle 14.30 alle 17.30

5 ottobre 2021, LO SPAZIO
a cura di Rahel Sereke
Urbanista e attivista queer per le diaspore

12 ottobre 2021, L’ESTETICA
a cura di Addes Tesfamariam
Make-up artist e ricercatrice

19 ottobre 2021, L’AZIONE
a cura di Selam Tesfai
Attivista di Cantiere Milano

Camilla Hawthorne – LE GEOGRAFIE DEL MEDITERRANEO NERO

Martedì 19 ottobre, 18:30
evento online

Il Mediterraneo nero è il concetto attorno a cui Camilla Hawthorne – geografa e professoressa di Sociologia all’Università della California-Santa Cruz – costruirà il suo intervento di #Remix, in cui mostrerà i fili rossi che legano le diverse diaspore nere nelle Americhe e nei Paesi del Mediterraneo. Razzismo, riforma della legge sulla cittadinanza, confini territoriali difesi a spese di migliaia di vite umane, femminismo, tecnologia sono i temi che Hawthorne ha navigato negli ultimi dieci anni e il risultato è una fotografia lucida del nostro tempo, caratterizzato da una comunità nera globale che vuole partecipare attivamente alla scrittura della sua storia. Passata e futura.

Se volete sapere chi sono gli afrodiscendenti e come si muovono nel mondo, quella di Hawthorne è una delle voci afroitaliane più interessanti del panorama contemporaneo.

Introduce Kibra Sebhat.

Dalla poesia al teatro: peripezie di una donna senza valigia

Giovedì 21 ottobre, ore 18:30
Auditorium, Mudec

Un luogo dove teatro, danza e videopoesia dialogano, creando il viaggio onirico di una donna alla ricerca della poesia. Una storia raccontata attraverso immagini, suoni e giochi di luci che si mescolano con il linguaggio del corpo e della parola. Ognuna delle poesie diventa una tappa di questo viaggio e pone interrogativi sul senso magico della vita. Una performance poetica dove la narrazione è intesa come strumento di lettura della realtà e di interazione con il territorio, nelle sue diverse declinazioni linguistiche e culturali; dove lo sguardo si apre sulle pratiche e gli approcci interculturali rappresentando nuove voci, nuove sensibilità, nuove riflessioni. Un viaggio dove l’arte è partecipazione attiva, creatrice di spazi di dialogo decolonizzati.

E’ un progetto della compagnia artistica Interrogante Spettacolo e dell’Associazione CubEArt in collaborazione con La Casa della Poesia di Milano, l’Instituto Cervantes di Milano, l’Istituto Cubano del Libro e il progetto Poetry is my passion.

Artisti della Compagnia Interrogante Spettacolo:

  • Yanedis Martinez (danzatrice)
  • Yudel Collazo (attore e danzatore)
  • Danny Torres (fotografo)

Con la partecipazione di Chen Wong
Con la collaborazione di Eva Laura Testa

Poetə:

  • Mirna Ortiz
  • Paola Pennecchi
  • Luigi Cannillo
  • Paolo Cerruto
  • Amos Mattio

Con la collaborazione di Roberto Mussapi

Musica:

  • Lucas Ezequiel Rodriguez
  • Danny Torres

Assistente di Direzione: Yosvanis Gil
Direzione Generale: Kalua Rodríguez

Alla fine della performance poetica ci sarà un DIBATTITO moderato da:

  • Silvia Iannelli, antropologa museale
  • Ana María Pedroso Guerrero, poetessa e direttrice del progetto “Poetas en paralelo. Poesía e comunidad”

Con la partecipazione di:

  • Kalua Rodriguez(attrice, pedagoga e direttrice della compagnia artistica Interrogante)
  • Carmen Canillas (gestora culturale dell’Instituto Cervantes di Milano e coordinatrice del progetto Poetas en paralelo)
  • Sabrina Crivelli (poetessa, scrittrice e teorica del cinema e delle arti visive)
  • Pietro Berra (poeta e giornalista)
  • Amos Mattio (poeta, coordinatore della Casa della Poesia di Milano e curatore della selezione italiana del progetto “Poetas en paralelo. Poesía e comunidad”).

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INTERROGANTE SPETTACOLO è una compagnia di sperimentazione artistica con sede a Milano, che indaga le connessioni tra ambiente, arte e scienza per offrire nuove esperienze a creatori e destinatari.
I suoi lavori esplorano i modi più disparati per poter comunicare o raccontare storie attraverso i legami che si possono stabilire tra i diversi linguaggi dell’arte, il contesto e la scienza. In tutte le produzioni di Interrogante c’è un costante interesse ontologico. L’uomo è al centro dell’attenzione. La ricerca di una nuova espressività, di una funzione politica del corpo del ballerino, dell’attore o del performer è un tema ricorrente; un processo artistico che non conosce frontiere tra danza, musica, arti plastiche, moda e performance. Talvolta, quindi, possiamo trovarci di fronte a performance artistiche piene di simboli, di poesia, minimalismo, fatte solo di gesti e movimenti parsimoniosi. Altre volte, invece, assisteremo a performance eccessive, barocche, eclettiche, eleganti, formali o caotiche.

La asociación CubEArt è un progetto culturale autonomo e senza scopo di lucro per la promozione dell’arte e della cultura, con sede a Milano. Un progetto internazionale, portato avanti da più di un decennio, che coinvolge artisti di origini e paesi diversi: un’offerta culturale dalla forte valenza sociale. Fin dalla sua creazione, CubEArt promuove l’arte e la cultura; il suo particolare concetto dinamico di associazione ne fa uno spazio di integrazione per le arti e le scienze. Letteratura, teatro, cinema, musica e danza contribuiscono, altresì, all’inserimento degli artisti nei circuiti internazionali di esibizione e distribuzione dell’arte.

“POETRY IS MY PASSION” è un itinerario di eventi ed occasioni, una interconnessione tra diverse reti culturali e artistiche dei territori, che annovera la partecipazione di associazioni, artisti, poeti, scrittori e musicisti di Milano, Italia e di altri paesi. Un progetto che promuove – attraverso la poesia e diverse discipline artistiche (musica, danza, teatro, cinema, letteratura) – la diversità delle lingue e il dialogo tra le molteplici comunità presenti nel territorio. Con la collaborazione di istituzioni, associazioni e artisti.