18 eventi trovati.

Docucity_Meticittà

Ore 14.30
Auditorium – Mudec
Nell’ambito del progetto “Milano Città Mondo #Remix”, il Comune di Milano in collaborazione con Milano Città Mondo, Mudec – Museo delle Culture, Università degli Studi di Milano, Docucity/UNIMI, promuove il Concorso per film e video “MetiCittà”.
L’idea centrale risiede nella volontà di raccogliere testimonianze, documenti, riflessioni che, attraverso il racconto audiovisivo sappiano raccontare la complessità delle contaminazioni (culturali, linguistiche, relazionali) e delle rappresentazioni che si vanno progressivamente costruendo nei nostri contesti metropolitani contemporanei, anche attraverso forme di auto-narrazione che generino auto-riflessione ed empowerment, come ad esempio le esperienze laboratoriali e il documentario partecipativo.
Proiezione dei film selezionati e premiazione del film vincitore.

L’ARTE NAIF

Laboratorio d’arte gratuito (3 incontri, 3h ciascuno)
Adulti, scuola secondaria di I e II grado
Cortile del MUDEC

L’arte naif è la spontanea espressione e rappresentazione del mondo visto con occhi ingenui e tratti infantili. Ad Haiti questa pittura descrive iconograficamente la religione vodù.
Chiudiamo gli occhi e immaginiamo di essere nel mondo preistorico di duecento mila anni fa, quando i nostri antenati conoscevano la natura come orizzonte immutabile; quando l’identità era collettiva e si era parte di un gruppo, un clan, una tribù; quando si pensava che tutto avesse un’anima: il mare, le montagne, il sole, i venti, ogni essere vivente e gli umani; quando si era convinti della superiorità della natura sull’operare umano; quando si raccontava il mondo attraverso il mito e durante le cerimonie sacre si entrava in relazione con l’irrazionalità umana. Durante il laboratorio di arte naif, condotto dall’artista ed esperto di arte vodù Nikos Moïse, proveremo ad abbandonare per un momento le sovrastrutture della razionalità per evocare la cosmogonia fantastica tipica della cultura vodù: quella del mondo sensibile, dove le cose imitano le idee, e il luogo dell’aldilà, dove abitano gli spiriti eterni.
Il laboratorio, composto da tre incontri, prevede la creazione di un’opera muraria collettiva che verrà realizzata nel cortile del Mudec. La parte creativa sarà preceduta da un’introduzione storica e da momenti di ascolto di musiche tradizionali haitiane per preparare il corpo e la mente alla creazione artistica.

Durata: 3h ciascun incontro
Partecipazione gratuita su prenotazione al link

L’ARTE NAIF

Laboratorio d’arte gratuito (3 incontri, 3h ciascuno)
Adulti, scuola secondaria di I e II grado
Cortile del MUDEC

L’arte naif è la spontanea espressione e rappresentazione del mondo visto con occhi ingenui e tratti infantili. Ad Haiti questa pittura descrive iconograficamente la religione vodù.
Chiudiamo gli occhi e immaginiamo di essere nel mondo preistorico di duecento mila anni fa, quando i nostri antenati conoscevano la natura come orizzonte immutabile; quando l’identità era collettiva e si era parte di un gruppo, un clan, una tribù; quando si pensava che tutto avesse un’anima: il mare, le montagne, il sole, i venti, ogni essere vivente e gli umani; quando si era convinti della superiorità della natura sull’operare umano; quando si raccontava il mondo attraverso il mito e durante le cerimonie sacre si entrava in relazione con l’irrazionalità umana. Durante il laboratorio di arte naif, condotto dall’artista ed esperto di arte vodù Nikos Moïse, proveremo ad abbandonare per un momento le sovrastrutture della razionalità per evocare la cosmogonia fantastica tipica della cultura vodù: quella del mondo sensibile, dove le cose imitano le idee, e il luogo dell’aldilà, dove abitano gli spiriti eterni.
Il laboratorio, composto da tre incontri, prevede la creazione di un’opera muraria collettiva che verrà realizzata nel cortile del Mudec. La parte creativa sarà preceduta da un’introduzione storica e da momenti di ascolto di musiche tradizionali haitiane per preparare il corpo e la mente alla creazione artistica.

Durata: 3h ciascun incontro
Partecipazione gratuita su prenotazione al link

L’estetica dell’acqua nella cultura araba

Ore 18.30
Auditorium
Mā’ – due lettere in arabo.
Comincia tutto da lì, dall’elemento acqua, che attraversa fluidamente e trasversalmente religione, letteratura, musica, calligrafia, cinema.
Molto spesso la cultura araba è ridotta alla religione islamica, la religione islamica è ridotta ai testi sacri e i testi sacri sono ridotti ai versetti sulla sharia. L’intento di questo incontro, invece, è rimettere la cultura araba nel suo più ampio contesto di grande civiltà.
Lo faremo seguendo il fil rouge costituito dal tema dell’acqua e di come essa sia stata percepita nelle varie dimensioni artistiche, culturali e religiose.
A cura di Wael Farouq, docente di lingua e letteratura araba, con Elisa Ferrero (traduttrice, scrittrice e lettrice di lingua araba)e Hani Gergi (docente di lingua araba e musicista)

IL LINGUAGGIO NASCOSTO DEI TESSUTI D’ASIA

Convegno a cura del Centro di Cultura Italia-Asia, in collaborazione con MUDEC Museo delle Culture

Venerdì 1 e Sabato 2 Ottobre 2021
Spazio delle Culture “Khaled al-Asaad”

Orari:
Venerdì 10-13 / 14.30-16.30
Sabato 10-12.30 / 14-16

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria al seguente link.

Nelle culture dell’Asia da sempre il tessuto è un forte strumento identitario e comunitario, ricco di riferimenti e codici di comunicazione, comprensibili da tutti gli individui del gruppo o etnia di appartenenza.
Il tessuto asiatico costituisce quindi una sorta di linguaggio comune per le collettività che ne sono depositarie.
Questo mondo complesso, fatto di simboli e codici comunicativi, ha radici profonde nelle diverse società di appartenenza da cui deriva e di cui esprime sia i canoni di bellezza che le regole delle interazioni sociali.
Anche elementi relativi alla religiosità e al sacro si esprimono spesso nel tessuto, nella maniera in cui viene prodotto, nel ruolo sociale e nel cerimoniale seguito dalle persone che alla tessitura sono deputate.
I motivi decorativi tessili possono avere moltissimi significati, alcuni così antichi che se ne è persa l’essenza o la provenienza originaria.
Il riferimento costante ad alcuni elementi naturalistici che riportano alla religiosità e all’origine del mondo si riflette, ad esempio, nella frequente presenza dell’immagine del lotus, il fiore simbolo di fertilità, purezza, centro da cui irradia la creazione stessa. Così l’albero della vita, immagine universale e archetipica, ha significati mistici e magici, considerato sorgente di vita, connessione tra i due regni del cielo e della terra.
Molteplici sono i significati nascosti nelle immagini, in fini geometrie e intrecci grafici e in altri elementi come colori, tecniche di tessitura, tipologia dei tessuti stessi e loro destinazione sociale: tutti linguaggi espressi attraverso e nel tessuto, un universo di segni molto articolato e ricchissimo di tematiche importanti, in gran parte da esplorare e approfondire.
L’incontro che si propone vorrebbe presentare e condividere con il pubblico alcuni di questi aspetti, evidenziando come il linguaggio nascosto nei tessuti ci parli di storia, di religioni, di culture, credenze, abitudini e leggende, così come di tecnologie e di abilità che sono sempre finalizzate alla condivisione di valori identitari.

Il programma completo sul sito di Italia Asia

IL LINGUAGGIO NASCOSTO DEI TESSUTI D’ASIA

Convegno a cura del Centro di Cultura Italia-Asia, in collaborazione con MUDEC Museo delle Culture

Venerdì 1 e Sabato 2 Ottobre 2021
Spazio delle Culture “Khaled al-Asaad”

Orari:
Venerdì 10-13 / 14.30-16.30
Sabato 10-12.30 / 14-16

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria al seguente link.

Nelle culture dell’Asia da sempre il tessuto è un forte strumento identitario e comunitario, ricco di riferimenti e codici di comunicazione, comprensibili da tutti gli individui del gruppo o etnia di appartenenza.
Il tessuto asiatico costituisce quindi una sorta di linguaggio comune per le collettività che ne sono depositarie.
Questo mondo complesso, fatto di simboli e codici comunicativi, ha radici profonde nelle diverse società di appartenenza da cui deriva e di cui esprime sia i canoni di bellezza che le regole delle interazioni sociali.
Anche elementi relativi alla religiosità e al sacro si esprimono spesso nel tessuto, nella maniera in cui viene prodotto, nel ruolo sociale e nel cerimoniale seguito dalle persone che alla tessitura sono deputate.
I motivi decorativi tessili possono avere moltissimi significati, alcuni così antichi che se ne è persa l’essenza o la provenienza originaria.
Il riferimento costante ad alcuni elementi naturalistici che riportano alla religiosità e all’origine del mondo si riflette, ad esempio, nella frequente presenza dell’immagine del lotus, il fiore simbolo di fertilità, purezza, centro da cui irradia la creazione stessa. Così l’albero della vita, immagine universale e archetipica, ha significati mistici e magici, considerato sorgente di vita, connessione tra i due regni del cielo e della terra.
Molteplici sono i significati nascosti nelle immagini, in fini geometrie e intrecci grafici e in altri elementi come colori, tecniche di tessitura, tipologia dei tessuti stessi e loro destinazione sociale: tutti linguaggi espressi attraverso e nel tessuto, un universo di segni molto articolato e ricchissimo di tematiche importanti, in gran parte da esplorare e approfondire.
L’incontro che si propone vorrebbe presentare e condividere con il pubblico alcuni di questi aspetti, evidenziando come il linguaggio nascosto nei tessuti ci parli di storia, di religioni, di culture, credenze, abitudini e leggende, così come di tecnologie e di abilità che sono sempre finalizzate alla condivisione di valori identitari.

Il programma completo sul sito di Italia Asia

Il confine della colonia

5 , 12 e 19 ottobre – ore 15.00
Mudec

Progetto di Kibra Sebhat in collaborazione con Rahel Sereke, Addes Tesfamariam e Selam Tesfai.

Laboratorio gratuito dedicato al colonialismo italiano, rivolto ai docenti di ogni ordine, grado e materia di insegnamento.
La memoria selettiva che l’Italia ha sviluppato sulla sua esperienza coloniale in Corno d’Africa fa sì che nel 2021 non sia ancora possibile condividere una storia comune con i territori occupati.
Un passato e un presente che appartengono agli italiani tanto quanto alle donne e agli uomini della diaspora.
Accompagneremo gli insegnanti in un percorso di scoperta-riscoperta delle esperienze legate al periodo coloniale e alla diaspora dal Corno d’Africa.
I confini spaziali, temporali e umani verranno osservati con lo sguardo consapevole di chi sa che molto ancora deve essere accettato, condiviso e soprattutto trasmesso alle nuove generazioni.

Tre appuntamenti gratuiti.
Tre martedì al Mudec, dalle 14.30 alle 17.30

5 ottobre 2021, LO SPAZIO
a cura di Rahel Sereke
Urbanista e attivista queer per le diaspore

12 ottobre 2021, L’ESTETICA
a cura di Addes Tesfamariam
Make-up artist e ricercatrice

19 ottobre 2021, L’AZIONE
a cura di Selam Tesfai
Attivista di Cantiere Milano

Bell hooks: Elogio del margine e insegnare a trasgredire

bell hooks Mudec Giovedì 7 ottobre, ore 18:30
Modalità mista in presenza (Spazio delle Culture) e online

Il 2020 è stato l’anno della felice riscoperta in Italia di bell hooks, pseudonimo – rigorosamente minuscolo – di Gloria Jean Watkins, studiosa, attivista e saggista africana americana, autrice di riferimento sul tema del razzismo subito dalle donne nere negli Usa.
Sono stati infatti ripubblicati a quasi venti anni di distanza due dei saggi cardine del suo pensiero: “Elogio del margine” (Tamu Edizioni, che accorpa anche l’intervista alla scrittrice di Maria Nadotti, dal titolo “Scrivere al Buio”) e “Insegnare a trasgredire” (Meltemi).
hooks è stata una delle pioniere che ha esplorato la questione dell’intersezionalità ovvero l’interazione, all’interno dei sistemi di potere, della discriminazione basata sul genere con quella basata sulla razza e sulla classe sociale.
Nei saggi di “Elogio del margine” scopriamo i luoghi in cui si è svolta e si svolge la resistenza delle donne afroamericane, a partire dalla casa, scudo di protezione dalla violenza razzista.
In “Insegnare a trasgredire”, invece, si affronta la questione dell’educazione, della pedagogia e della trasmissione dei saperi in un’ottica non solo accademica, ma anche comunitaria.
L’incontro – che si terrà presso lo Spazio delle Culture “Khaled al-Asaad” del MUDEC, sarà un dialogo tra Maria Nadotti, scrittrice, traduttrice e intellettuale che per prima ha portato il lavoro di hooks in Italia, e Rahel Sereke, urbanista e attivista per i diritti civili che per il gruppo di ricerca Ippolita ha curato l’edizione di “Insegnare a trasgredire”.

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.
Il dialogo si potrà seguire sia in presenza che online

Il confine della colonia

5 , 12 e 19 ottobre – ore 15.00
Mudec

Progetto di Kibra Sebhat in collaborazione con Rahel Sereke, Addes Tesfamariam e Selam Tesfai.

Laboratorio gratuito dedicato al colonialismo italiano, rivolto ai docenti di ogni ordine, grado e materia di insegnamento.
La memoria selettiva che l’Italia ha sviluppato sulla sua esperienza coloniale in Corno d’Africa fa sì che nel 2021 non sia ancora possibile condividere una storia comune con i territori occupati.
Un passato e un presente che appartengono agli italiani tanto quanto alle donne e agli uomini della diaspora.
Accompagneremo gli insegnanti in un percorso di scoperta-riscoperta delle esperienze legate al periodo coloniale e alla diaspora dal Corno d’Africa.
I confini spaziali, temporali e umani verranno osservati con lo sguardo consapevole di chi sa che molto ancora deve essere accettato, condiviso e soprattutto trasmesso alle nuove generazioni.

Tre appuntamenti gratuiti.
Tre martedì al Mudec, dalle 14.30 alle 17.30

5 ottobre 2021, LO SPAZIO
a cura di Rahel Sereke
Urbanista e attivista queer per le diaspore

12 ottobre 2021, L’ESTETICA
a cura di Addes Tesfamariam
Make-up artist e ricercatrice

19 ottobre 2021, L’AZIONE
a cura di Selam Tesfai
Attivista di Cantiere Milano

Mudec in Rap

Sabato 16 ottobre – ore 17:30
Mudec

In attesa della performance musicale “Mudec in rap”, dalle ore 17.30 racconti haitiani e musica nel cortile del Mudec con il percussionista Stefano Balboni, e presentazione del murales realizzato dai partecipanti del laboratorio di arte naif condotto dall’artista ed esperto di arte vodù Nikos Moïse.

Alle ore 19.00 serata performativa per condividere e restituire tutto il lavoro del laboratorio “Museo in Rap”, attraverso le storie dei ragazzi che vi hanno partecipato auto-narrate da parole, musica, emozioni e partecipazione.
L’evento si dividerà in tre atti: l’origine, l’interpretazione e il mix up finale. Momenti durante i quali potremo sentire le melodie e gli strumenti che hanno ispirato i ragazzi in questo percorso, concludendo con una jam session di pura espressione artistica dove gli strumenti si fonderanno con le voci dei ragazzi, per creare nuove trame sonore e nuovi testi completamente improvvisati come da tradizione della cultura Hip Hop.

Coordinato da Simone Andres Ollearo (produttore discografico e musicista) e con la partecipazione straordinaria di Daniele Diamante (musicista e mediatore culturale).