15 eventi trovati.

L’ARTE NAIF

Laboratorio d’arte gratuito (3 incontri, 3h ciascuno)
Adulti, scuola secondaria di I e II grado
Cortile del MUDEC

L’arte naif è la spontanea espressione e rappresentazione del mondo visto con occhi ingenui e tratti infantili. Ad Haiti questa pittura descrive iconograficamente la religione vodù.
Chiudiamo gli occhi e immaginiamo di essere nel mondo preistorico di duecento mila anni fa, quando i nostri antenati conoscevano la natura come orizzonte immutabile; quando l’identità era collettiva e si era parte di un gruppo, un clan, una tribù; quando si pensava che tutto avesse un’anima: il mare, le montagne, il sole, i venti, ogni essere vivente e gli umani; quando si era convinti della superiorità della natura sull’operare umano; quando si raccontava il mondo attraverso il mito e durante le cerimonie sacre si entrava in relazione con l’irrazionalità umana. Durante il laboratorio di arte naif, condotto dall’artista ed esperto di arte vodù Nikos Moïse, proveremo ad abbandonare per un momento le sovrastrutture della razionalità per evocare la cosmogonia fantastica tipica della cultura vodù: quella del mondo sensibile, dove le cose imitano le idee, e il luogo dell’aldilà, dove abitano gli spiriti eterni.
Il laboratorio, composto da tre incontri, prevede la creazione di un’opera muraria collettiva che verrà realizzata nel cortile del Mudec. La parte creativa sarà preceduta da un’introduzione storica e da momenti di ascolto di musiche tradizionali haitiane per preparare il corpo e la mente alla creazione artistica.

Durata: 3h ciascun incontro
Partecipazione gratuita su prenotazione al link

Docucity_Meticittà

Ore 14.30
Auditorium – Mudec
Nell’ambito del progetto “Milano Città Mondo #Remix”, il Comune di Milano in collaborazione con Milano Città Mondo, Mudec – Museo delle Culture, Università degli Studi di Milano, Docucity/UNIMI, promuove il Concorso per film e video “MetiCittà”.
L’idea centrale risiede nella volontà di raccogliere testimonianze, documenti, riflessioni che, attraverso il racconto audiovisivo sappiano raccontare la complessità delle contaminazioni (culturali, linguistiche, relazionali) e delle rappresentazioni che si vanno progressivamente costruendo nei nostri contesti metropolitani contemporanei, anche attraverso forme di auto-narrazione che generino auto-riflessione ed empowerment, come ad esempio le esperienze laboratoriali e il documentario partecipativo.
Proiezione dei film selezionati e premiazione del film vincitore.

L’ARTE NAIF

Laboratorio d’arte gratuito (3 incontri, 3h ciascuno)
Adulti, scuola secondaria di I e II grado
Cortile del MUDEC

L’arte naif è la spontanea espressione e rappresentazione del mondo visto con occhi ingenui e tratti infantili. Ad Haiti questa pittura descrive iconograficamente la religione vodù.
Chiudiamo gli occhi e immaginiamo di essere nel mondo preistorico di duecento mila anni fa, quando i nostri antenati conoscevano la natura come orizzonte immutabile; quando l’identità era collettiva e si era parte di un gruppo, un clan, una tribù; quando si pensava che tutto avesse un’anima: il mare, le montagne, il sole, i venti, ogni essere vivente e gli umani; quando si era convinti della superiorità della natura sull’operare umano; quando si raccontava il mondo attraverso il mito e durante le cerimonie sacre si entrava in relazione con l’irrazionalità umana. Durante il laboratorio di arte naif, condotto dall’artista ed esperto di arte vodù Nikos Moïse, proveremo ad abbandonare per un momento le sovrastrutture della razionalità per evocare la cosmogonia fantastica tipica della cultura vodù: quella del mondo sensibile, dove le cose imitano le idee, e il luogo dell’aldilà, dove abitano gli spiriti eterni.
Il laboratorio, composto da tre incontri, prevede la creazione di un’opera muraria collettiva che verrà realizzata nel cortile del Mudec. La parte creativa sarà preceduta da un’introduzione storica e da momenti di ascolto di musiche tradizionali haitiane per preparare il corpo e la mente alla creazione artistica.

Durata: 3h ciascun incontro
Partecipazione gratuita su prenotazione al link

I confini della colonia

Martedì 21, 28 settembre e 5 , 12 ottobre – ore 15.00
Mudec

A cura di Kibra Sebhat, Uoldelul Chelati Dirar, Rahel Sereke, Selam Tesfai e Addes Tesfamariam

L’Italia ha un tabù ed è l’esperienza coloniale. I confini spaziali, temporali e umani verranno osservati con lo sguardo consapevole di chi sa che molto ancora deve essere accettato, condiviso e soprattutto trasmesso alle nuove generazioni. Per decolonizzare la Città dobbiamo liberarci del tabù sulle colonie italiane.

L’ARTE NAIF

Laboratorio d’arte gratuito (3 incontri, 3h ciascuno)
Adulti, scuola secondaria di I e II grado
Cortile del MUDEC

L’arte naif è la spontanea espressione e rappresentazione del mondo visto con occhi ingenui e tratti infantili. Ad Haiti questa pittura descrive iconograficamente la religione vodù.
Chiudiamo gli occhi e immaginiamo di essere nel mondo preistorico di duecento mila anni fa, quando i nostri antenati conoscevano la natura come orizzonte immutabile; quando l’identità era collettiva e si era parte di un gruppo, un clan, una tribù; quando si pensava che tutto avesse un’anima: il mare, le montagne, il sole, i venti, ogni essere vivente e gli umani; quando si era convinti della superiorità della natura sull’operare umano; quando si raccontava il mondo attraverso il mito e durante le cerimonie sacre si entrava in relazione con l’irrazionalità umana. Durante il laboratorio di arte naif, condotto dall’artista ed esperto di arte vodù Nikos Moïse, proveremo ad abbandonare per un momento le sovrastrutture della razionalità per evocare la cosmogonia fantastica tipica della cultura vodù: quella del mondo sensibile, dove le cose imitano le idee, e il luogo dell’aldilà, dove abitano gli spiriti eterni.
Il laboratorio, composto da tre incontri, prevede la creazione di un’opera muraria collettiva che verrà realizzata nel cortile del Mudec. La parte creativa sarà preceduta da un’introduzione storica e da momenti di ascolto di musiche tradizionali haitiane per preparare il corpo e la mente alla creazione artistica.

Durata: 3h ciascun incontro
Partecipazione gratuita su prenotazione al link

I confini della colonia

Martedì 21, 28 settembre e 5 , 12 ottobre – ore 15.00
Mudec

A cura di Kibra Sebhat, Uoldelul Chelati Dirar, Rahel Sereke, Selam Tesfai e Addes Tesfamariam

L’Italia ha un tabù ed è l’esperienza coloniale. I confini spaziali, temporali e umani verranno osservati con lo sguardo consapevole di chi sa che molto ancora deve essere accettato, condiviso e soprattutto trasmesso alle nuove generazioni. Per decolonizzare la Città dobbiamo liberarci del tabù sulle colonie italiane.

L’estetica dell’acqua nella cultura araba

Ore 18.30
Auditorium
Mā’ – due lettere in arabo.
Comincia tutto da lì, dall’elemento acqua, che attraversa fluidamente e trasversalmente religione, letteratura, musica, calligrafia, cinema.
Molto spesso la cultura araba è ridotta alla religione islamica, la religione islamica è ridotta ai testi sacri e i testi sacri sono ridotti ai versetti sulla sharia. L’intento di questo incontro, invece, è rimettere la cultura araba nel suo più ampio contesto di grande civiltà.
Lo faremo seguendo il fil rouge costituito dal tema dell’acqua e di come essa sia stata percepita nelle varie dimensioni artistiche, culturali e religiose.
A cura di Wael Farouq, docente di lingua e letteratura araba, con Elisa Ferrero (traduttrice, scrittrice e lettrice di lingua araba)e Hani Gergi (docente di lingua araba e musicista)

IL LINGUAGGIO NASCOSTO DEI TESSUTI D’ASIA

Convegno a cura del Centro di Cultura Italia-Asia, in collaborazione con MUDEC Museo delle Culture

Venerdì 1 e Sabato 2 Ottobre 2021
Spazio delle Culture “Khaled al-Asaad”

Orari:
Venerdì 10-13 / 14.30-16.30
Sabato 10-12.30 / 14-16

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria al seguente link.

Nelle culture dell’Asia da sempre il tessuto è un forte strumento identitario e comunitario, ricco di riferimenti e codici di comunicazione, comprensibili da tutti gli individui del gruppo o etnia di appartenenza.
Il tessuto asiatico costituisce quindi una sorta di linguaggio comune per le collettività che ne sono depositarie.
Questo mondo complesso, fatto di simboli e codici comunicativi, ha radici profonde nelle diverse società di appartenenza da cui deriva e di cui esprime sia i canoni di bellezza che le regole delle interazioni sociali.
Anche elementi relativi alla religiosità e al sacro si esprimono spesso nel tessuto, nella maniera in cui viene prodotto, nel ruolo sociale e nel cerimoniale seguito dalle persone che alla tessitura sono deputate.
I motivi decorativi tessili possono avere moltissimi significati, alcuni così antichi che se ne è persa l’essenza o la provenienza originaria.
Il riferimento costante ad alcuni elementi naturalistici che riportano alla religiosità e all’origine del mondo si riflette, ad esempio, nella frequente presenza dell’immagine del lotus, il fiore simbolo di fertilità, purezza, centro da cui irradia la creazione stessa. Così l’albero della vita, immagine universale e archetipica, ha significati mistici e magici, considerato sorgente di vita, connessione tra i due regni del cielo e della terra.
Molteplici sono i significati nascosti nelle immagini, in fini geometrie e intrecci grafici e in altri elementi come colori, tecniche di tessitura, tipologia dei tessuti stessi e loro destinazione sociale: tutti linguaggi espressi attraverso e nel tessuto, un universo di segni molto articolato e ricchissimo di tematiche importanti, in gran parte da esplorare e approfondire.
L’incontro che si propone vorrebbe presentare e condividere con il pubblico alcuni di questi aspetti, evidenziando come il linguaggio nascosto nei tessuti ci parli di storia, di religioni, di culture, credenze, abitudini e leggende, così come di tecnologie e di abilità che sono sempre finalizzate alla condivisione di valori identitari.

Il programma completo sul sito di Italia Asia

IL LINGUAGGIO NASCOSTO DEI TESSUTI D’ASIA

Convegno a cura del Centro di Cultura Italia-Asia, in collaborazione con MUDEC Museo delle Culture

Venerdì 1 e Sabato 2 Ottobre 2021
Spazio delle Culture “Khaled al-Asaad”

Orari:
Venerdì 10-13 / 14.30-16.30
Sabato 10-12.30 / 14-16

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria al seguente link.

Nelle culture dell’Asia da sempre il tessuto è un forte strumento identitario e comunitario, ricco di riferimenti e codici di comunicazione, comprensibili da tutti gli individui del gruppo o etnia di appartenenza.
Il tessuto asiatico costituisce quindi una sorta di linguaggio comune per le collettività che ne sono depositarie.
Questo mondo complesso, fatto di simboli e codici comunicativi, ha radici profonde nelle diverse società di appartenenza da cui deriva e di cui esprime sia i canoni di bellezza che le regole delle interazioni sociali.
Anche elementi relativi alla religiosità e al sacro si esprimono spesso nel tessuto, nella maniera in cui viene prodotto, nel ruolo sociale e nel cerimoniale seguito dalle persone che alla tessitura sono deputate.
I motivi decorativi tessili possono avere moltissimi significati, alcuni così antichi che se ne è persa l’essenza o la provenienza originaria.
Il riferimento costante ad alcuni elementi naturalistici che riportano alla religiosità e all’origine del mondo si riflette, ad esempio, nella frequente presenza dell’immagine del lotus, il fiore simbolo di fertilità, purezza, centro da cui irradia la creazione stessa. Così l’albero della vita, immagine universale e archetipica, ha significati mistici e magici, considerato sorgente di vita, connessione tra i due regni del cielo e della terra.
Molteplici sono i significati nascosti nelle immagini, in fini geometrie e intrecci grafici e in altri elementi come colori, tecniche di tessitura, tipologia dei tessuti stessi e loro destinazione sociale: tutti linguaggi espressi attraverso e nel tessuto, un universo di segni molto articolato e ricchissimo di tematiche importanti, in gran parte da esplorare e approfondire.
L’incontro che si propone vorrebbe presentare e condividere con il pubblico alcuni di questi aspetti, evidenziando come il linguaggio nascosto nei tessuti ci parli di storia, di religioni, di culture, credenze, abitudini e leggende, così come di tecnologie e di abilità che sono sempre finalizzate alla condivisione di valori identitari.

Il programma completo sul sito di Italia Asia

I confini della colonia

Martedì 21, 28 settembre e 5 , 12 ottobre – ore 15.00
Mudec

A cura di Kibra Sebhat, Uoldelul Chelati Dirar, Rahel Sereke, Selam Tesfai e Addes Tesfamariam

L’Italia ha un tabù ed è l’esperienza coloniale. I confini spaziali, temporali e umani verranno osservati con lo sguardo consapevole di chi sa che molto ancora deve essere accettato, condiviso e soprattutto trasmesso alle nuove generazioni. Per decolonizzare la Città dobbiamo liberarci del tabù sulle colonie italiane.