L.O.V.E.

Artisti: Maurizio Cattelan

Titolo: L.O.V.E.

Datazione: 2010

Collocazione: Piazza degli Affari

In alto: Maurizio Cattelan, “L.O.V.E.”, 2010, foto di Andrea Scuratti e Zeno Zotti.

Al centro di una piazza i cui edifici accolgono il mondo della finanza milanese e la sede della Borsa Italiana, si erge una enorme scultura in marmo di Carrara raffigurante una mano con quattro dita mozzate: rimane, beffardo, solo il dito medio.
L’opera è poggiata su un basamento in travertino.
Il tutto raggiunge un’altezza di ben undici metri.

Una immagine straniante e surreale, ma anche perfettamente in armonia con le architetture circostanti. Collocata per un periodo di tempo previsto di due settimane nel 2010, in occasione di una mostra di Maurizio Cattelan a Palazzo Reale, l’opera è poi rimasta in modo permanente, non senza polemiche, per volere della giunta del Sindaco Pisapia e dell’allora Assessore alla Cultura Stefano Boeri.
Addentrandosi nel fitto reticolo di strade che da piazza Cordusio porta a piazza degli Affari, ci si trova d’improvviso di fronte a questo enorme oggetto conturbante, e l’effetto è di straniamento e di sorpresa (non si può negare che la mano, privata delle quattro dita tranne che del medio, sia impegnata in un gesto irriverente).

Subito dopo, l’occhio si abitua alla sua presenza, e non può fare a meno di cogliere gli accordi perfetti, addirittura classici, tra i due marmi (della scultura e del basamento) e i marmi degli edifici della piazza, risistemata negli anni Trenta del Novecento dall’architetto Paolo Mezzanotte, caratterizzata da una atmosfera che ricorda certa pittura metafisica. Su quest’opera sono fiorite nel tempo una serie di interpretazioni, dal voler sbeffeggiare il mondo della finanza allora in crisi all’allusione al saluto fascista che la mano, una volta ricomposta, farebbe inequivocabilmente: tutte illazioni mai smentite né confermate dall’artista, che ha invece intitolato la sua opera con un acronimo, anch’esso variamente leggibile: L.O.V.E. sta infatti per Libertà, Odio, Vendetta, Eternità.

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