Ago, filo e nodo

Artisti: Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen

Titolo: Ago, filo e nodo

Datazione: 1997-2000

Collocazione: Piazzale Luigi Cadorna

In alto: Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen, “Ago, filo e nodo”, 1997-2000, foto di Andrea Scuratti.

L’opera è quello che il suo titolo dichiara: un grande ago in acciaio conficcato nel terreno di piazzale Luigi Cadorna trattiene un coloratissimo filo, i cui due capi riemergono dal terreno diversi metri più in là, diligentemente annodati, uscendo da uno specchio d’acqua.

È come se qualcuno avesse voluto ricucire due brani di città, con un gesto che assume grande rilievo per le dimensioni imponenti.
L’architetta Gae Aulenti, incaricata di risistemare l’area di Foro Bonaparte e di ridare nuova vita a piazzale Cadorna, snodo viabilistico e ferroviario su più livelli, fu introdotta a Claes Oldenburg e a sua moglie Coosje van Bruggen dal critico Germano Celant, che si era a più riprese occupato di questi due artisti, pionieri della Pop Art e dell’arte ambientale, celebri e attivi in tutto il mondo. Nel maggio 1999, Aulenti indicava loro il luogo in cui l’opera sarebbe dovuta sorgere e, la sera stessa, i due approntavano l’idea dell’Ago, filo e nodo in un rapido schizzo ad acquarello.

A quel primo bozzetto fecero seguito numerosi studi e modelli, ingegnerizzati e concretizzati in collaborazione con l’architetto milanese Pier Vincenzo Rinaldi, produttore del progetto.
L’opera venne messa in posa quello stesso anno, in tempi record, e da subito suscitò, come sempre nei casi di grandi interventi site-specific di questo genere, accesi entusiasmi e infuocate critiche.
Oggi la scultura è un landmark nel paesaggio urbano milanese, capace davvero di “ricucire”, con un segno artistico giocoso ma imponente, un tessuto urbano difficile: a detta della stessa Aulenti, piazzale Cadorna non è una piazza, ma uno slargo, un luogo di connessione e di passaggio. L’opera la rivitalizza con un’identità più forte.

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