Vedovelle e Draghi Verdi

Artisti: Serena Vestrucci

Titolo: Vedovelle e Draghi Verdi

Datazione: 2016

Collocazione: Parco delle Sculture ArtLine, Milano

In alto: Serena Vestrucci, “Vedovelle e Draghi Verdi”, 2016, courtesy ArtLine Milano, foto di Alberto Fanelli.

In questo progetto l’artista ha voluto lavorare con l’elemento più storico inserito nel parco, le fontanelle pubbliche, creando un dialogo tra il contemporaneo e il classico, tra il cambiamento e la tradizione.
Con le loro strutture in ghisa dipinte di verde, le vedovelle di Milano sono l’immagine più tipica della città inserita in quest’area completamente rinnovata.
Il termine “vedovelle” è dovuto al loro continuo scrosciare di acqua, che ricorda il pianto di una vedova, altrimenti conosciute anche come “draghi verdi” per la loro tipica bocchetta a forma di testa di drago.

Per ciascuna delle dieci fontanelle installate nel parco, l’opera ricrea la bocchetta – originariamente in ottone – proponendo una scultura di volta in volta diversa, ottenuta attraverso la lavorazione a mano di un modello in cera e la sua conseguente fusione in bronzo. Ognuna delle fontanelle del parco presenta così un animale differente, unico. Vedovelle e Draghi Verdi è un’opera che parla di lentezza, perché chiede al visitatore di girovagare nella geografia del parco per essere vista nella sua interezza, attivando un discorso sul gesto del camminare inteso come processo di investigazione di un luogo, come meccanismo di conoscenza e di scoperta, come architettura non permanente, come forma di anti-monumento. Attraverso il camminare quest’opera vuole riportare l’arte a un’umana proporzione: non è un intervento incisivo sul paesaggio, ma un segno silenzioso di cui si accorge chi si avvicina per bere, volto a valorizzare l’acqua come bene comune.

Serena Vestrucci è nata a Milano nel 1986, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera e l’Università IUAV di Venezia. Le sue opere sondano l’ovvietà delle piccole cose, dando voce a ciò che spesso è nascosto, dimenticato o messo in secondo piano. Attraverso un linguaggio giocoso, ma diretto e provocatorio, l’ordinario è decontestualizzato, o nelle sue stesse parole «trasferito in un diverso campo di azione». Vestrucci manipola elementi quotidiani attraverso una vasta gamma di processi artistici e imposizioni linguistiche, tuttavia l’identità originale di qualsiasi cosa attiri la sua attenzione è conservata per sempre, se non addirittura valorizzata, in quanto acquisisce un nuovo significato. In definitiva, Vestrucci trasforma le cose in immagini.

www.serenavestrucci.com

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