







L’installazione permanente site-specific ideata dal pittore e artista fiorentino Luca Pancrazzi per l’organizzazione non-profit Assab One percorre la facciata principale dell’edificio affacciato su via Assab.
L’intervento si sviluppa su 38 metri di lunghezza e 1,18 metri di altezza, a partire da 4,20 metri dal suolo, e riporta la citazione “Mi disperdo e proseguo lasciandomi indietro un passo dopo l’altro…”, composta attraverso 513 elementi in ceramica smaltata, ciascuno unico e caratterizzato da una superficie corrugata che gioca con la luce durante il giorno.
La frase accompagna i passanti lungo la via e trasforma la facciata di Assab One in un segno urbano di identità e riflessione: da un lato l’opera è un landmark, dall’altro un invito, uno spunto a partire dal quale si generano e diramano flussi di pensiero e meditazioni personali, frutto di uno scontro, di uno sguardo catturato per caso.
L’opera è un esempio di cura del territorio e un attivatore di relazioni con i cittadini e gli abitanti del quartiere; un intervento che promuove il contributo dell’arte contemporanea come strumento di valorizzazione di un sito ex-industriale.
L’edificio su cui si sviluppa, infatti, è stato sede della GEA (Grafiche Editoriali Ambrosiane), un’importante azienda grafica che ha operato nel quartiere per oltre cinquant’anni.
La scelta dei colori degli elementi che compongono l’installazione rappresenta proprio un omaggio al mondo della stampa: il progetto utilizza un gradiente cromatico basato sul codice CMYK (ciano, magenta, giallo e nero), la cosiddetta “quadricromia” usata per la stampa offset a colori.
foto: © Beppe Brancato | © Christian Richters | © Fabrizio Stipari
Venerdì 02 ottobre
la Collezione Permanente
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