







Un uniforme sfondo azzurro-verde ospita una mappa stellare dal sapore ancestrale: è la rivisitazione dell’“universo di via Padova” dove decine di culture si incontrano, nella rappresentazione visionaria di Guerrilla Spam per il progetto “Un nome in ogni quartiere”, promosso dall’Ufficio Arte negli Spazi Pubblici e prodotto da Bepart con il CAG “Tarabella”.
Il muro stesso su cui il dipinto è stato realizzato appartiene agli uffici dell’Anagrafe del quartiere: l’impronta acquista quindi un maggiore significato, è la presenza di chi è passato e ha lasciato un segno, di tutti coloro che compongono le costellazioni di abitanti del quartiere.
L’opera è una sorta di universo collettivo in cui chiunque può essere compreso.
Ai quattro angoli, come punti cardinali, la scritta del nome del quartiere è riportata in italiano, arabo, bengalese e cuneiforme. I colori e le forme scelte si rifanno al “Disco di Nebra”, prima mappa stellare conosciuta risalente al 2100–1700 a.C.; mentre l’atto di dipingere attraverso le impronte delle mani riprende le pratiche degli aborigeni australiani e di certi affreschi realizzati da donne in paesi dell’Africa centrale.
Nelle parole degli artisti: «Se la Via Lattea fosse una strada e se le stelle fossero persone… se così fosse, la mappa di una città sarebbe una carta stellare.
Questo esperimento è stato realizzato nel quartiere di Via Padova a Milano, invitando gli abitanti, i ragazzi del centro giovani e i passanti casuali, a lasciare una loro traccia attraverso l’impronta delle dita, come atto di presenza, un’azione pittorica libera per dire “io sono qui”.
Le impronte diventano stelle, Via Padova e i corsi d’acqua Martesana e Lambro le direttrici di questo universo.
Nei punti cardinali la scritta in quattro lingue differenti: arabo, italiano, bengalese e cuneiforme sumero ribadisce la varietà di questo universo che comprende tutti».
foto: © Beppe Brancato | © Christian Richters | © Fabrizio Stipari
Venerdì 02 ottobre
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