







L’opera è composta da una pavimentazione in calcestruzzo raffigurante il planisfero terrestre su cui sono piantati un centinaio di pali metallici dai colori pastello e dalle dimensioni variabili, tra i 6 e i 12 metri di altezza. Sulla sommità di ognuno di questi pali è posizionato un uovo.
L’installazione dà vita a un’esplosione di colori sia caldi sia freddi, ma tutti intensi e luminosi, che si riverberano sulla città.
Pascale Marthine Tayou (Yaoundé, 1967) vive e lavora tra Gand, in Belgio, e Yaoundé, in Camerun. Nel suo lavoro Tayou spazia tra i vari media usando indifferentemente l’installazione, la fotografia, il video, il disegno, e perfino i libri. La ricerca che l’artista conduce viaggiando da una parte all’altra del mondo è spesso legata all’analisi dell’identità sia culturale, con il ricorso a una gamma cromatica che ci ricorda i colori del paesaggio africano, sia individuale, come rivela la scelta di assumere ironicamente un nome femminile.
Anche in Coloris l’intenzione è esplorare alcune delle questioni sollevate dalle migrazioni e dalla costituzione di un villaggio globale di cui è difficile stabilire contorni e confini precisi. Pascale Marthine Tayou si interessa agli effetti della circolazione di oggetti, idee e persone nel mondo, mescolando geografie, combinando simboli, tecniche e materiali, provenienti da tradizioni culturali diverse, allo scopo di creare nuovi significati e nuove interpretazioni della realtà.
foto: © Beppe Brancato | © Christian Richters | © Fabrizio Stipari
Venerdì 02 ottobre
la Collezione Permanente
potrebbe subire chiusure a causa dello sciopero nazionale, che potrà portare disagi per l’intera giornata.
Ci scusiamo per ogni possibile disagio.