







Rudere è una struttura architettonica a tre pareti aperta sul retro e senza tetto. Le mura in cemento costruiscono un recinto che circoscrive e innalza la vegetazione presente al suo interno in uno spazio quasi sacro che ricorda una cappella. Le pareti sono composte da strati di cemento di varie tonalità di grigio.
All’interno del contesto ultramoderno di CityLife Paci propone una forma di abitazione quasi archetipica, abitata da alberi anziché da persone. Alberi da frutto legati a simbologie antiche – il cachi simbolo di virtù, il melograno di amore misericordioso, il fico di fertilità – ma anche alberi che evocano una dimensione eterna, come il cipresso. La facciata è adorna di mosaici circolari in marmo, che riprendono i motivi dei centrini fatti a mano, ma anche i rosoni che decorano le architetture sacre. L’opera si propone non soltanto come un oggetto da guardare, ma come uno spazio da vivere invitando ad attivare una relazione tra l’uomo, la natura e l’artefatto in un contesto urbano.
Adrian Paci è nato nel 1969 a Scutari, Albania, e vive e lavora a Milano dal 1992. Il suo lavoro prende spunto in parte dalla sua vicenda personale, che lo ha portato a lasciare il suo paese per stabilirsi in Italia, dove ha avviato la sua carriera di artista. I temi della migrazione e in generale delle difficoltà esistenziali dell’individuo all’interno di contesti geopolitici complessi nutrono da sempre la sua pratica, che consiste di un ampio ventaglio di mezzi espressivi (fotografia, performance, videoinstallazione). Un altro dei temi sottesi al suo lavoro è quello della casa, intesa come luogo identitario, ricerca di un legame degli esseri umani con il contesto sociale e antropologico in cui vivono, nella nostra epoca complessa e problematica.
foto: © Beppe Brancato | © Christian Richters | © Fabrizio Stipari
Venerdì 02 ottobre
la Collezione Permanente
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