POSTERINTHECITY. Un progetto per ricordare Pasquale Leccese

Titolo: POSTERINTHECITY. Un progetto per ricordare Pasquale Leccese

In alto: cover Gabriele Picco. In sequenza: Marlene Dumas, Gabriele Picco, Rosemarie Trockel; Giuseppe Abbati; Jamel Shabazz; Marta Dell’Angelo; Sylvie Fleury; Richard Prince; Fosco Valentini; courtesy Paolina Leccese.

Dal 5 al 21 aprile, in occasione di ArtWeek 2024, Milano Arte Pubblica propone un percorso di poster art dedicato a Pasquale Leccese, gallerista e curatore cui si deve la prima edizione del progetto. La città sarà disseminata di poster realizzati da artisti contemporanei: Giuseppe Abbati, Marta Dell’Angelo, Marlene Dumas, Sylvie Fleury, Gabriele Picco, Richard Prince, Jamel Shabazz, Rosemarie Trockel, Fosco Valentini.

Inseriti tra il linguaggio della pubblicità che affollano il circuito di affissioni comunali si potranno quindi incontrare, in numerosi punti della città, dal centro alle periferie, delle comunicazioni insolite: immagini d’arte, fotografie, messaggi poetici, statements che ci ricordano un protagonista della cultura contemporanea cui la città di Milano crede giusto rendere omaggio.

Per il suo esordio in questo ambito, Milano Arte Pubblica ha voluto riprendere una iniziativa di Pasquale Leccese, gallerista e figura centrale del mondo dell’arte contemporanea non solo milanese, che si era interrotta a seguito della sua scomparsa nell’agosto dello scorso anno.

Con POSTERINTHECITY, Leccese aveva dato inizio a un ciclo di affissioni di alcuni degli artisti e delle artiste con i quali si era legato nel corso della sua lunga carriera. Purtroppo, dopo le prime due uscite, il progetto aveva avuto un arresto, ma quei poster avevano circolato anche in occasione del tributo a Leccese che tanti colleghi, artisti e curatori avevano dedicato alla sua memoria al Padiglione d’Arte Contemporanea il 6 novembre 2023. Ora, con la generosa collaborazione della famiglia di Leccese, quell’idea riprende corpo come omaggio al suo lavoro e alla sua visione: diverse centinaia di poster, che riproducono nove soggetti di altrettanti artisti e artiste, invaderanno strade e piazze della città dal 4 al 24 aprile.

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Gli artisti:

Giuseppe Abbati è nato nel 1973 e lavora nel solco di movimenti come il Dadaismo e l’assemblage novecentesco, in particolare usando la tecnica del collage e con ampio utilizzo di scritte vergate spesso con calligrafia infantile. Il suo universo è fatto di un ampio magazzino di materiali trovati e riassemblati, al fine di costruire un universo poetico e fantastico, sul filo dell’inconscio e delle libere associazioni.

Marta Dell’Angelo ha realizzato numerosi lavori sulla figura umana, tramite disegno, pittura e installazioni spaziali nelle quali il corpo e i volti sono decontestualizzati, scomposti e ricomposti in una atmosfera senza tempo ma allo stesso momento familiare. Si è interessata di neuroscienze e antropologia. Nella sua immagine per POSTERINTHECITY restano, del corpo umano, le mani, fotografate mentre srotolano un foglio di carta, cui l’artista ha consegnato una ironica domanda ai passanti.

Marlene Dumas, notissima per le sue immagini pittoriche, spesso intime e disturbanti, ha talvolta utilizzato la scrittura come mezzo espressivo, anche con riferimenti letterari, come nel caso di una serie di lavori ispirati alla figura di Pier Paolo Pasolini. In questo caso, Dumas ha scelto di esporre un testo, redatto a mano e in italiano, che vuole essere una riflessione sul difficile contesto nel quale ci troviamo, in un mondo dilaniato da guerre e dall’incombenza della morte.

Sylvie Fleury ha rielaborato con ironia i movimenti dominanti dell’arte occidentale, dal minimalismo all’arte concettuale, rivelandone contraddizioni, incoerenze e zone d’ombra, soprattutto nei confronti delle donne e dei temi associati alla femminilità. Le sue opere tracciano connessioni tra arte, moda, marketing e consumismo: questa stampa fa parte di una serie di opere in cui Fleury ha prelevato e rielaborato i segni di alcuni marchi di moda, in questo caso il nome di un noto profumo maschile. Decontestualizzata, la parola rivela la sua ambivalenza: è una replica, un insulto, o forse un semplice riconoscimento della propria individualità?

 

 

Gabriele Picco è artista visivo, romanziere e graphic novelist. Lo scopo di Picco è creare, attraverso scrittura, disegno e scultura, un ambiente in grado di raccontare il suo immaginario con tono surreale e scanzonato. Il gioco e le riflessioni quotidiane sono i mezzi attraverso cui l’artista trasforma il suo mondo interiore in immagini, che si fissano in maniera indelebile nella mente dello spettatore. Questo manifesto riproduce la sua scultura realizzata nel 2021 per la manifestazione BienNolo: una vera Fiat 500 sovrastata da una nuvola.

Richard Prince, pittore e fotografo statunitense di fama mondiale, lavora prevalentemente utilizzando immagini tratte dai media, spesso con ironia corrosiva. Questo suo lavoro, incentrato sulla figura pubblica della famosa e controversa modella Kate Moss, ci induce a riflettere sul mondo dei social e delle celebrities, dove verità e finzione si mescolano rendendo difficile credere a ciò che vediamo sugli schermi dei nostri devices.

Rosemarie Trockel è una delle più note artiste tedesche della sua generazione. Attiva dagli anni Ottanta, utilizza un ampio spettro di media, dalla fotografia alla scultura in ceramica e altri materiali, alla tessitura in lana, con riferimenti alla storia tedesca e a diversi aspetti della società contemporanea e della storia dell’arte. Questa immagine ha un valore particolare nell’ambito di POSTERINTHECITY, in quanto ritrae Pasquale Leccese in giovane età.

Jamel Shabazz è un fotografo afroamericano. Shabazz ha incentrato il suo lavoro sulle minoranze e sulle aree dell’America interessate da una situazione molto turbolenta. È stato un pioniere nel creare consapevolezza dei mezzi di sussistenza degli afroamericani e delle minoranze nella densa area di New York. Le sue opere d’arte sono state create per esprimere le gioie e la felicità che derivano dal crescere in città, contro gli stereotipi negativi che affliggono la percezione della sua comunità.

Fosco Valentini, si è formato nell’ambiente romano degli anni Settanta, dove si è legato in uno stretto rapporto con Alighiero Boetti. L’artista si muove su un terreno raffinatamente concettuale, interrogandosi e rimettendosi in gioco in modo critico e controcorrente su questioni fondamentali, eterne: il ruolo dell’artista, il concetto di avanguardia, l’idea di nuovo come valore assoluto, le problematiche percettive.

AVVISO AL PUBBLICO

La Collezione Permanente
potrebbe essere soggetta a chiusure domenica 21 aprile,
a seguito di uno sciopero del personale di sala.
Ci scusiamo per ogni possibile disagio.
Le mostre “Martin Parr. Short & Sweet”, “Picasso. La metamorfosi della figura e “Tatuaggio. Storie dal Mediterraneo” rimarranno regolarmente aperte.