Impressioni d’oriente.
Arte e collezionismo tra Europa e Giappone

Dal 1 ottobre / 2 febbraio 2020

“L’intero Giappone è pura invenzione. Non esiste un Paese simile, non esiste gente del genere…I giapponesi sono semplicemente una moda, una pura tendenza artistica.”
Oscar Wilde, Intenzioni (1889), vol. 7

Il MUDEC presenta per l’autunno 2019 il progetto «Oriente Mudec» che coinvolgerà tutti gli spazi espositivi del museo e racconterà da diversi punti di vista, artistico, storico ed etnografico, i reciproci scambi tra Asia e Europa attraverso il tempo.
La storia del gusto occidentale per l’Estremo Oriente è la storia di un’ossessione di lunga durata.
La mostra Impressioni d’Oriente. Arte e Collezionismo tra Europa e Giappone approfondisce le dinamiche dei variegati interscambi artistici tra Europa e Giappone a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Il termine Giapponismo riassume tutti questi aspetti e contraddistingue la fase più intensa dell’interesse europeo verso il mondo e la cultura giapponese.
La mostra esamina i temi-chiave e le correnti che hanno animato l’interesse per il Giappone e il Giapponismo negli ambienti artistici, letterari e filosofici. L’analisi storico-artistica riserva una particolare attenzione al contesto di relazioni commerciali, avventure imprenditoriali e forte curiosità globale caratteristici dell’epoca.
Nel variegato contesto del gusto internazionale per il Giappone e della sua influenza nelle arti, la mostra si focalizza sui maggiori tra gli artisti italiani ed europei che hanno subito l’incanto del Giapponismo.

Sarà approfondita la relazione tra l’arte europea e giapponese per capire fino a che punto il Modernismo ha fatto uso di stili e tecniche “giapponesi” nella sua ricerca di nuovi linguaggi e strumenti per aprirsi al futuro in un mondo in rapido cambiamento.
La mostra Impressioni d’Oriente mostrerà inoltre come artisti come Hokusai, Hiroshige o Utamaro sognavano l’arte occidentale, giocando con colori sintetici e con la prospettiva centrale, quegli stessi elementi che gli artisti occidentali erano così felici di non trovare in Giappone.
Saranno esposte in mostra opere di diverse scuole e movimenti artistici giapponesi tra 1890 e 1930 raramente esposte o contestualizzate, dando spazio al mondo del collezionismo e a coloro che per primi raggiunsero il Giappone subendone il fascino e iniziando a collezionarne oggetti e manufatti, contribuendo a diffonderne il gusto in Europa.

INFO
SEDE

A cura di
Flemming Friborg, docente di storia dell’arte all’Università di Copenhagen, Chevalier des Arts et Lettres, Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. Già direttore della Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen (2002-2017), sta conducendo un progetto di ricerca sull’Impressionismo e le sue fonti.

Paola Zatti, conservatore della GAM (Galleria d’Arte Moderna) di Milano, per la quale ha curato un riordino delle collezioni, ha collaborato con numerose istituzioni pubbliche e private e partecipato alla realizzazione di diverse esposizioni sull’Ottocento italiano.

Galileo Chini (1873-1956) Paravento "Turandot", 1926
Olio su tela, cm 212 x 62 (ciascun pannello)
Parma, collezione privata

Gerolamo Induno (1825-1890) La giapponesina, 1880-85
Olio su tela, cm 45 x 34,8
Collezione privata, courtesy Enrico Gallerie d'Arte, Milano
PHOTOCREDIT: Photo Courtesy Enrico Gallerie d'Arte, Milano

Galileo Chini (1873-1956)
Manifattura "L'arte della Ceramica"
Pannello con pesci, 1900 circa
Maiolica policroma, cm 28 x 56
Collezione privata, in comodato presso Chini Museo, Borgo San Lorenzo
PHOTOCREDIT: ©studionoferini

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