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Ikebana, il sentimento delle stagioni in Giappone

IKEBANA_FB_1200x628Sabato 15 settembre

Il Mudec è lieto di ospitare presso l’Auditorium Khaled al-Asaad l’evento “Ikebana, il sentimento delle stagioni in Giappone” a cura del Garden Club Milano e del Chapter Ikebana Ohara Milano.

L’Ikebana è un’antica arte giapponese che utilizza fiori, rami ed altri elementi naturali per realizzare composizioni di grande bellezza. La fortissima relazione esistente tra le diverse stagioni e le composizioni comporta per chi le crea, ma anche per l’osservatore, un momento introspettivo sul mutare del proprio essere e sentire in relazione al mutamento stagionale.

Alle ore 16.00 la conferenza della nipponista Stefania Piotti “Il sentimento delle stagioni nell’arte giapponese” evidenzierà gli stretti legami tra  l’arte giapponese e il mutare delle stagioni.

Alle ore 18.00, invece, la dimostrazione pubblica di ikebana della maestra Silvana Mattei permetterà al pubblico di percepire il fascino di questo percorso nella bellezza della natura attraverso i suoi cambiamenti.

SILVANA MATTEI è stata giovanissima allieva di Jenny Banti Pereira – la fondatrice dell’Ikebana in Italia. Insegna ikebana dal 1983 e dal 2009 guida l’Ikebana Ohara Alto Lazio e Umbria Study Group. Nel 2008 le è stato conferito dal Caposcuola Hiroki Ohara il grado di Sub Grand Master ed è l’unica italiana a detenere attualmente questo onore.

STEFANIA PIOTTI si è laureata in Lingue e Letterature orientali all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha collaborato con il Professor Gian Carlo Calza in diversi progetti editoriali. È coordinatrice editoriale e scientifica di alcune tre le principali mostre sull’arte giapponese tra le quali Ukiyoe (Milano, 2004) e Hokusai Hiroshige Utamaro (2016) e curatrice scientifica dei cataloghi come Il rinascimento giapponese e Hokusai. Sulle orme del Maestro.

 

IL GARDEN CLUB MILANO

Il Garden Club Milano è un’associazione culturale senza fini di lucro che dal 1985 riunisce persone che hanno in comune l’amore per la natura e coltivano l’arte floreale. È rappresentante ufficiale della scuola giapponese Ohara di Ikebana e della Scuola Italiana Arte Floreale di decorazione occidentale.

Ingresso libero e gratuito, fino ad esaurimento posti da prenotarsi dal 1° al 13 Settembre all’indirizzo mail: ikebanaoharami@gmail.com

Per ulteriori informazioni: www.gardenclubmilano.it

IL SAPORE DELL’ARTE RUPESTRE. Tra scoperte e osservazioni etnoarcheologiche

Giovedì 6 settembre 2018
Sede: Sala Khaled al-Asaad
Ore: 18,30

CONFERENZA CON INTERVENTI ARTISTICO PERFORMATIVI

L’evento, organizzato dalla Fondazione Passaré, prende il via dal racconto delle scoperte e dalle considerazioni scaturite nel corso delle prime spedizioni effettuate da Giulio Calegari per lo studio dell’Arte rupestre in Eritrea, tra il 1993 ed il 1996, subito dopo l’indipendenza del Paese. In queste occasioni fu   possibile compiere osservazioni etnoarcheologiche che rivelarono un dialogo inedito tra gli attuali abitanti ed i siti archeologici: dal culto delle acque sante che sgorgano tra le grotte “ornate” a vere e proprie pratiche di litofagia nei confronti dei dipinti rupestri stessi.

Incuria, dimenticanza, timore, leggende, ritualità e nuova sacralizzazione dei luoghi, ci hanno permesso di riflettere sul rapporto tra l’uomo ed il suo passato, offrendoci la possibilità per una particolare interpretazione parallela a quella scientifica.

L’incontro al Mudec sarà occasione per aprire ad un immaginario contemporaneo dove il documento archeologico si fonde e dialoga con la musica, l’arte neotecnologica e la narrazione performativa. Senza che ne venga tradito il misterioso significato originale.

La conferenza sarà animata da momenti musicali dal vivo ed assumerà carattere di performances nei gesti e nella presentazione di colori naturali e frammenti di roccia “da mangiare”. Un pannello dipinto si animerà attraverso l’uso di video mapping, ad evocare il senso dello scorrere del tempo e delle narrazioni che si celano nelle antiche rovine.

 

Partecipano:

Giulio Calegari (relatore e regista dell’evento)

Francesco Marelli (relatore musicale)

Franco Cesare Zanetti, Pierpaolo Ceccarini e Cesare Rosa (artisti multimediali)

 

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili

Aperti per Voi in collaborazione con il Touring

Aperti per Voi in collaborazione con il Touring

Ogni ultimo sabato del mese i Volontari Touring Club Italiano accolgono i partecipanti a “I segreti della conservazione”, le visite tematiche programmate con la preziosa collaborazione degli addetti del Comune di Milano, Unità Organizzazione e sicurezza sedi, alla scoperta dei tesori dei Depositi del Mudec.

Ingresso gratuito. Registrati qui

L’ATELIER DI MODÌ

LABORATORIO CREATIVO (45′) + VISITA LIBERA ALLA RAPPRESENTAZIONEMODIGLIANI_FB_AtelierModi_2MULTIMEDIALE (CIRCA 70′)
FAMIGLIE CON BAMBINI 6/11 ANNI

Un atelier collettivo per creare ritratti “primitivisti” dei propri familiari. Ci ispireremo da un lato all’arte di Modigliani e dall’altro alle coloratissime maschere africane!

Tutte le domeniche alle ore 15.00 e alle ore 16.00

Costo: € 15 (bambini 6-11); € 20 adulti (laboratorio + ingresso Modigliani Art Experience). Prenotazione con prevendita consigliata. Possibilità di acquisto in cassa il giorno stesso salvo disponibilità.

Patrimonio Tessile e Strumenti Digitali: Interpretazioni Progettuali delle Caratteristiche Transculturali del Batik

“Incontri ed eventi”
Giovedì 5 luglio ore 19.00

a cura di Dott.ssa Lucie Decker, Dott.ssa Eugenia Moropurgo, Dott. Marco Torcolacci e Dott. Giovanni Lela.

In occasione del progetto espositivo “Dal batik all’Art Nouveau. Il filo che unisce oriente e occidente” presso lo Spazio delle Culture Khaled Al-Asaad fino al prossimo 26 agosto, il Mudec è lieto di ospitare l’incontro che verterà sulle riflessioni che giungono riguardo alle problematiche sulle identità iconografiche e le tecniche nell’ambito tessile e che fondano l’impianto teorico dei progetti che verranno presentati. Nello specifico gli elaborati prendono spunto dalla dimensione processuale del tessuto Batik, in quanto soggetto a trasposizioni geografiche e a processi di traduzione a livello tecnico e iconografico, dovuti parzialmente al colonialismo. I progetti vedono in un primo momento il generarsi una grafica digitale che rimanda nelle fattezze estetiche, quella che può essere una tela Batik sulla base di una serie di “dati nascosti” e in un secondo momento il realizzarsi della grafica grazie alla macchina digital wax print, che può essere intesa come interpretazione e evoluzione a livello digitale della tecnica artigianale del batik. Tali strumenti generano dunque delle traduzioni a livello iconografico e tecnico rappresentanti di nuove Identità del Batik.

Incontro a ingresso gratuito fino esaurimento posti (max. 20 persone).
Per informazioni e prenotazioni, inviare mail a: fortuna.pellegrini@fortcom.it

Lucie Decker Textile Designer di origine Francese con un background multidisciplinare, ha sostenuto di recente una ricerca di Dottorato nell’ambito del Design for Cultural Heritage, presso il Politecnico di Milano, e lavora oggi come textile designer nell’ambito della moda.

Marco Torcolacci: Laureato in nuove tecnologie dell’arte e in Comunicazione e Didattica Multimediale. Ha studiato e posto al centro della sua ricerca il fenomeno della traduzione e la questione dell’identità attraverso l’utilizzo di vari medium, con una particolare attenzione al digitale e al video.

Giovanni Lela: Laureato in Comunicazione Digitale nel 2009, successivamente si è occupato di sviluppo web per diversi anni. Attualmente è Tech lead presso LinkMe Sr.

Eugenia Moropurgo: Designer italiana alla ricerca di nuovi processi produttivi e di lavoro nel campo del Digital Crafts. Nel 2009 si è laureata al corso di design industriale dell’Università IUAV di Venezia. Dopo essersi trasferita a The Netherland per frequentare il Master in Social Design presso la Design Academy di Eindhoven. Parallelamente ai suoi studi, ha preso parte al programma di ricerca sull’artigianato e sullo sviluppo dell’Atelier Ruanda, con sede a Kigali, in Ruanda.

Il Canto di Yamāntaka

Yamantaka_eventoLunedì 2 luglio, dalle 15.30 alle 20.00

Un evento che si articola a Milano tra MUDEC Museo delle Culture, Via Tortona 56, e Monte Stella, nell’ambito del progetto il Corno Mancante di Leone Contini.

Programma:

  • Ore 15.30 – 16.15: Sintesi degli eventi legati alla distruzione e al restauro di Yamāntaka, a cura del MUDEC, in dialogo con Leone Contini
  • Ore 16.15 – 16.45: Introduzione al valore spirituale e culturale della pratica di Yamāntaka a cura di Lama Michel Rinpoche
  • Ore 16.45 – 17.30: Cerimonia di consacrazione della statua di Yamāntaka con la presenza del Ven. Lama Michel Rinpoche e i monaci della tradizione Geluk Ganden Nyengyu
  • Ore 19.00: Appuntamento sulla cima del Monte Stella e Puja serale per la pace.

*Il Corno Mancante è un progetto dell’artista Leone Contini a cura dell’associazione culturale Viafarini, vincitore della seconda edizione del bando Italian Council 2017, concorso ideato dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, per promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo.

**Gli interventi rituali sono a cura del Kunpen Lama Gangchen – Centro associato all’Unione Buddhista Italiana – Tempio del cielo sulla terra dell’Albagnano Healing Meditation Centre.

Il canto di Yamāntaka

“I bombardamenti su Milano del 1943 distrussero parte delle collezioni etnografiche di Castello Sforzesco.

Molti reperti furono distrutti, bruciati dal fuoco, altri invece non furono mai ritrovati tra le macerie determinate dai crolli che seguirono l’incendio. Dopo la guerra quei detriti furono trasportati fuori città, fino a formare la collina artificiale Monte Stella, a San Siro, chiamata dai Milanesi “Montagnetta”.

Alcuni tra gli oggetti perduti in quella catastrofe giacciono dunque oggi nelle profondità della Montagnetta, con certezza poetica e alta probabilità fattuale. Quel patrimonio, proveniente dalle culture “altre” e custodito all’interno del dispositivo museografico universalista, fu distrutto, danneggiato o disperso. Una promessa tradita.

A distanza di 75 anni quel cumulo di macerie è diventato un parco, molto amato dai milanesi, un luogo dove dimenticare e ricordare allo stesso tempo, durante il tempo libero, mentre ci si prende cura di sè stessi, del proprio cane o dei propri hobby.

La scultura del “Distruttore della Morte” Yamāntaka (Cina, Dinastia Qing) fu recuperata, e pochi anni fa è stata magnificamente restaurata. Ma il suo corno sinistro, mai ritrovato, è ancora dentro la Montagnetta, e con lui molte altre sue componenti, importanti da un punto di vista religioso – tra queste la testa del Buddha posta al di sopra di quella di Yama, e gli innumerevoli implementi tenuti nelle mani della divinità.

Questi frammenti perduti e la loro impossibile ricerca sono però l’occasione per immaginare una loro ricomposizione. Del resto lo stesso significato della scultura trascende la sua materialità immanente, come ho intuito mentre ero ospite del centro buddista Kunpen Lama Gangchen, durante una giornata di studio dedicata proprio a Yamāntaka, a cui ho partecipato. Durante la mia permanenza al centro ho constatato che quella che io credevo una forma del passato era in effetti una forza viva e presente, quotidianamente attiva nella vita delle persone che ho incontrato. Un monaco, vedendo l’immagine fotografica di Yamāntaka subito dopo il recupero dai detriti mi ha detto: guarda come è viva.

La mia stessa presenza mi è apparsa come l’occasione che la scultura attendeva per tornare “a casa”, senza del resto doversi muovere dalla sua teca di vetro: saranno infatti i monaci – incidentalmente presenti in gran numero in Italia – e i praticanti ad accedere agli spazi del museo, per consacrare Yamāntaka e reintegrarne il significato religioso – già menomato ben prima del bombardamento, come emerge leggendo l’approssimativa descrizione della scultura ancora integra fatta al momento del suo acquisto da un mercante bolognese di manufatti esotici negli anni ’30.

“Il canto di Yamāntaka” si articolerà dunque in due momenti, e dopo l’azione rituale all’interno del Mudec i monaci si sposteranno sul Monte Stella, per una Puja prima del tramonto (nel luogo costruito dai milanesi per trascendere il trauma della distruzione), come auspicio per un superamento nella saggezza (caratteristica di Yamāntaka) dei conflitti che attanagliano anche il mondo attuale, dove paura, odio ed esclusione – su base etnica, religiosa o sociale – dominano le relazioni umane, nei vicinissimi paesi in guerra, come in quelli in pace apparente.

La doppia azione rituale potrà forse ricomporre la figura di Yamāntaka prima della distruzione, dove la testa serena del Buddha dominava quella furiosa di Yama. Con la consapevolezza che il significato più profondo della scultura rimanda comunque ad altro.”

Leone Contini

Ingresso libero e gratuito, fino a esaurimento posti disponibili. 

Aperti per Voi in collaborazione con il Touring

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Aperti per Voi in collaborazione con il Touring

Ogni ultimo sabato del mese i Volontari Touring Club Italiano accolgono i partecipanti a “I segreti della conservazione”, le visite tematiche programmate con la preziosa collaborazione degli addetti del Comune di Milano, Unità Organizzazione e sicurezza sedi, alla scoperta dei tesori dei Depositi del Mude.

Ingresso gratuito. Prenota qui

Giardini al CUBO. Milano edition 2018.

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Giovedì 28 giugno ore 21.15: LE “SESSANTOTTO”
Con Eva Cantarella scrittrice, Lella Costa attrice e scrittrice, Eliana Di Caro giornalista e scrittrice, Benedetta Tobagi giornalista e scrittrice.
Donne ribelli che con la loro storia personale hanno riscritto il mondo con l’unica vera e riuscita rivoluzione del Novecento.
Racconti, testimonianze e storie narrate di cosa è successo nel leggendario ’68 alle donne e di quanto sia rimasto alle giovani generazioni.
Per info e prenotazioni: http://www.cubounipol.it/detail/agenda/p/le-sessantotto

 

La fortuna del kimono in Europa a cavallo tra Ottocento e Novecento

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Giovedì 28 giugno ore 19.00

a cura della Dott.ssa Rossella Marangoni

In occasione del progetto espositivo “Dal batik all’Art Nouveau. Il filo che unisce oriente e occidente” presso lo Spazio delle Culture Khaled Al-Asaad fino al prossimo 26 agosto, il Mudec è lieto di ospitare l’incontro della dottoressa Rossella Marangoni che focalizzerà l’attenzione sull’arte dei kimono e sulla moda del “giapponismo” in Europa nel periodo a cavallo tra Ottocento e Novecento.

Rossella Marangoni, laureata in Lingua e Letteratura giapponese all’Università di Torino, è una studiosa e ricercatrice in particolare sulle tematiche collegate all’esperienza del sacro in Giappone e alla cultura teatrale ed estetica del periodo Edo. Autrice di Zen, dizionario iconografico, opera tradotta in più lingue, e di numerosi saggi sulla cultura giapponese, è membro dell’ Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi.

 Incontro a ingresso gratuito fino esaurimento posti (max. 20 persone).
Per informazioni e prenotazioni, inviare mail a: fortuna.pellegrini@fortcom.it

FLAMENCO EN FLASH

Flamenco_443x232sabato 23 giugno ore 19.30

A cura di Punto Flamenco Chicas

Nella cornice dell’11° Edizione del MILANO FLAMENCO FESTIVAL 2018, sabato 23 giugno alle ore 19.30, il Mudec ospiterà FLAMENCO EN FLASH, performance di flamenco a cura di Punto Flamenco Chicas.

Ingresso libero e gratuito.